“Il parcheggio P5 dell’aeroporto Marco Polo di Venezia è sicuro per la salute dei lavoratori e per l’ambiente lagunare?”. La domanda è contenuta in un’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, vicepresidente della commissione Ambiente.

Zanoni cita quanto denunciato dai sindacati confederali di categoria, Cgil Cisl e Uil, insieme all’Ugl sul fatto che la struttura non sia a norma, “poiché - spiega Zanoni - il collaudo da parte della commissione dell’Enac non è ancora concluso. A questo - continua - si aggiungono le criticità rilevate dal Sindacato generale di base sulla presenza di un sentiero sterrato non adeguatamente protetto né sufficientemente illuminato che costeggia il canale adiacente al parcheggio, oltre alla mancanza di posti coperti per le autovetture in sosta in caso di intemperie e la distanza dall’aerostazione”.

Ma i dubbi del consigliere democratico riguardano anche la vicenda giudiziaria della ditta Mestrinaro di Zero Branco, i cui titolari sono stati condannati in primo grado per traffico di rifiuti pericolosi. “Anziché trattare i materiali di scarto altamente inquinanti (contenenti arsenico, nichel e cromo) ricevuti dalle aziende edili per renderli inerti, li mescolavano con calce e cemento, rimettendo poi il tutto in vendita per la realizzazione di strade e altre infrastrutture. “Secondo la magistratura si tratta di una vera bomba ambientale e tra le opere finite nel mirino c’è anche il parcheggio P5. A fronte di ciò mi auguro che Save, come sollecitato dai sindacati, riveda la decisione di destinare quell’area ai lavoratori aeroportuali sprovvista di collaudo e contemporaneamente chiedo alla Regione come intenda agire per verificare che non sussistano fattori di rischio né per l’ambiente lagunare né per la salute dei dipendenti”.