Venezia, 15 gennaio 2020

“A Campodarsego sarà realizzato un nuovo impianto di telecomunicazioni, in assenza di un piano antenne, con il rischio che venga sperimentata la tecnologia 5G. La Regione ha intenzione di intervenire per bloccare questa operazione e tutelare la salute dei cittadini, visto che ancora non ci sono dati certi sulla non pericolosità delle reti di quinta generazione?”.

 

La richiesta è del consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta firmata dai colleghi Anna Maria Bigon e Bruno Pigozzo. Il caso riguarda la nuova stazione radio per telecomunicazioni, alta 28 metri, prevista da un accordo tra la Giunta comunale e la società Wind-Tre e contro cui si sono mobilitati i residenti, che hanno anche presentato una diffida al Comune. “L’amministrazione è priva di un Regolamento antenne, previsto per legge, e l’impianto dovrebbe sorgere a soli 35 metri dalle abitazioni con il rischio che venga sperimentata la tecnologia 5G su cui mancano ancora certezze”. Un pericolo evidenziato già da diversi Comuni che hanno emanato ordinanze ‘no 5G’: sono venti in tutta Italia, di cui quattro in provincia di Padova, Montegrotto Terme, Tribano, Baone e Torreglia uno in provincia di Venezia, Camponogara, e un altro nel Vicentino, Longare. 

 

“Queste ordinanze - spiega Zanoni - fanno riferimento al principio di precauzione dell’Unione Europea che vietano sperimentazioni o installazione di infrastrutture in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer. Anche la Regione - ricorda Zanoni - lo scorso maggio, rispondendo a una mia interrogazione presentata il 3 aprile, sottolineava come le installazioni 5G in Veneto sarebbero state eseguite solo quando ‘a livello nazionale il sistema Ispra/Arpa avrà definito la metodologia per le valutazioni preventive’ aggiungendo che tutte le nuove installazioni ‘saranno soggette alla valutazione preventiva da parte di Arpav che ne verificherà la compatibilità alle soglie di legge, individualmente e considerando anche tutti gli altri impianti operanti nel territorio’. Se da allora non è cambiato niente, cosa intende fare la Giunta per sospendere l’iter autorizzativo del Comune?”.