Venezia, 25 novembre 2020

“Sversare i liquami di un autospurgo in una delicata zona di risorgive è un atto gravissimo: mi auguro che alla ditta coinvolta venga sospesa o revocata l’autorizzazione e che nell’eventuale processo la Regione si costituisca parte civile chiedendo i danni; lo stesso dovrebbe fare il Comune di Schiavon”. È quanto dichiara Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, a proposito dell’episodio, che ha avuto ampia eco grazie a un video pubblicato su Facebook, che ha coinvolto due autobotti di un’impresa di spurghi sorprese a scaricare illegalmente i liquami in un’area naturale delicata, zona di risorgive, in località Campogallo nel comune di Schiavon (VI). 

 

“È un comportamento che va sanzionato severamente. Decine di migliaia di litri sversati nell’ambiente anziché conferirli ad un impianto di trattamento di rifiuti liquidi come prevede la legge, con tutte le conseguenze del caso per le acque superficiali e quelle di falda, nonché per l’ecosistema.  Per fortuna un cittadino ha ripreso la scena e le indagini hanno portato alla rapida denuncia di due persone, il titolare e un dipendente di una ditta del Bassanese. Non si tratta purtroppo di episodi isolati - aggiunge Zanoni - lo scorso anno indagini della Guardia di Finanza, finalizzate alla prevenzione e al contrasto di illeciti in materia ambientale avevano denunciato per fatti analoghi cinque ditte della provincia di Vicenza. Servono più controlli e sanzioni pesanti, non è tollerabile che chi commette violazioni del genere possa continuare a operare indisturbato e, una volta scoperto, se la cavi con sanzioni pecuniarie anche se penali. È un fenomeno che potrebbe essere oggetto di audizioni in IV Commissione, di cui sono presidente, perché merita di essere approfondito”.

 

“Per quanto riguarda il caso specifico  - fa sapere ancora Zanoni - ho contattato l’Arpav e la Provincia di Vicenza, la Polizia municipale di Sandrigo e l’Albo Gestori Ambientali del Veneto affinché, oltre all’azione penale, venga applicata la sospensione o, ancora meglio se ne ricorrono le condizioni, la revoca dell’autorizzazione”.