Venezia, 17 gennaio 2020

Niente ‘retate’ per catturare le lepri nel Parco del Sile. Ad annunciare il dietrofront è il consigliere del Partito Democratico, e vice presidente della commissione Ambiente, Andrea Zanoni che nei giorni scorsi aveva contestato duramente l’annuncio del nuovo presidente dell’Ente Parco. “Con una comunicazione datata 16 gennaio gli Ambiti territoriali di caccia e la Polizia provinciale di Treviso e Padova sono stati informati della sospensione. Si tratta di una bella vittoria del buonsenso e della legalità”, commenta Zanoni, soddisfatto per la retromarcia.

 

“Un’area protetta non può diventare il luna park dei cacciatori, in totale spregio di tutte le norme attualmente in vigore. Appena avvisato delle ‘retate’ programmate dentro al Parco e in un periodo vietato, ho chiesto i documenti e ho incontrato il nuovo presidente, il dottor Arturo Pizzolon. Gli ho fatto presente che mancava l’istruttoria per i presunti danni delle lepri, e infatti non sapevano quanti danni avevano causato né dove. Inoltre era assente il parere dell’Ispra, l’agenzia nazionale che si occupa di valutare qualsiasi intervento in tema di fauna selvatica, anche in aree protette. È un documento necessario per qualsiasi attività in deroga e, a mio avviso, il parere sarebbe stato contrario. Inoltre - evidenzia ancora Zanoni - non c’era la Vinca (Valutazione d’incidenza ambientale) prevista per attività di un determinato impatto come queste, dove un centinaio di persone urlanti e armate di bastoni effettuano rastrellamenti per spingere le lepri dentro le reti. Il Parco infatti è una Zona di Protezione Speciale e anche una Zona Speciale di Conservazione tutelata dalla Rete Natura 2000 grazie alla Direttiva Ue Habitat e alla Direttiva Ue Uccelli: queste attività così rumorose avrebbero comportato lo spostamento degli uccelli migratori presenti nel Parco che sarebbero finiti nel mirino delle doppiette appostate ai confini delle aree tutelate”. Ma non solo, puntualizza Zanoni: “Ho ricordato al presidente che le retate delle lepri sono consentite solo nelle zone di ripopolamento e cattura e non oltre i primi giorni di gennaio (nel Parco del Sile, invece sarebbero iniziate il 19 gennaio per concludersi il 2 febbraio) perché inizia il periodo dell’accoppiamento. Perciò sarebbero state catturate anche delle femmine gravide, stressate dalla cattura nelle reti e dalla manipolazIone di soggetti poco esperti e adatti, con il pericolo concreto di aborti”. 

 

 “Prendo atto che dopo la mia specifica richiesta fatta mercoledì durante l’incontro col presidente, questo abbia deciso di sospendere per autotutela le operazioni e perciò - conclude il vicepresidente della commissione Ambiente - non posso che essere soddisfatto, alla fine hanno prevalso la legalità e il buonsenso”.