Venezia, 12 novembre 2019 - “Al sindaco Uberti non bastano 200mila tonnellate di rifiuti stoccate illegalmente per costituirsi parte civile nel processo contro Cosmo Ambiente? Se non ha il coraggio di difendere i cittadini di Paese dovrebbe dimettersi”. Andrea Zanoni, consigliere trevigiano del Partito Democratico, attacca il primo cittadino alla vigilia del processo per traffico illecito di rifiuti a carico di Cosmo Ambiente che partirà il 27 novembre.

 

“Il Comune di Noale, dove erano stoccate 80mila tonnellate, ha deciso di costituirsi parte civile così come quattro associazioni ambientaliste, Wwf, Eco-Istituto, Italia Nostra e Legambiente. Cosa impedisce all’amministrazione di Paese di fare altrettanto visto che a Cava Campagnole ce n’erano quasi il triplo? Ma la Lega non era il partito che difendeva i veneti? Trovo inquietante la scelta del sindaco Uberti, spero che accolga le richieste dei consiglieri comunali del Partito Democratico e delle civiche di centrosinistra, che hanno sottoscritto un’interrogazione comunale per chiedere la costituzione di parte civile. Se non cambia idea mi auguro che le opposizioni chiedano le sue dimissioni. Stiamo parlando di un maxisequestro di 280mila tonnellate, un caso che ha avuto rilievo nazionale e a Paese, il territorio maggiormente colpito, il primo cittadino fa finta di niente. Le accuse sono pesanti: aver miscelato materiale contaminato, contenente metalli pesanti incluso l’amianto, con altri materiali, in modo da diluire gli inquinanti e realizzare, con l’aggiunta di calce, leganti e cemento, aggregati da impiegare nell’edilizia e per lavori stradali. È uno scenario inquietante ai danni dell’ambiente e la salute dei cittadini: perché il sindaco non si schiera dalla loro parte?”.

 

“Avevo denunciato questa situazione oltre due anni fa con una doppia interrogazione, chiedendo anche alla Regione di emettere un’ordinanza per bloccare quella che era una discarica incontrollata. Ricordo che l’ex sindaco Pietrobon, attuale numero due della Uberti, nel maggio 2017 aveva firmato un accordo con Cosmo Ambiente e la ditta Canzian, proprietaria della cava, nonostante il sito fosse già interessato da un sequestro penale da parte della Procura di Venezia riguardante tre lotti di rifiuti addirittura pericolosi contenenti persino amianto, pari a circa 5.000 metri cubi. In un quadro così grave e ben definito la Giunta di Paese non dovrebbe avere dubbi e auspico non li abbia neanche la Regione - insiste in chiusura Zanoni - Si costituiscano entrambi parte civile, richiesta che ho già formalizzato in una nuova interrogazione”.