“La morìa di pesci dovuta all’uso di pesticidi è un fenomeno in aumento, come testimoniato dallo studio dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie (Izsve) pubblicato da pochi giorni nella rivista internazionale Forensic Science International. Quali azioni preventive ha preso o intende prendere la Regione?”. Questa la richiesta contenuta in un’interrogazione presentata dal consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, sottoscritta anche da Cristina Guarda (Lista AMP) e Pietro Dalla Libera (Veneto Civico).

 

In particolare il vicepresidente della commissione Ambiente si sofferma sul ritrovamento di diversi pesci morti in un canale di scolo nel sud della provincia di Padova nell’ottobre 2014. “L’analisi dell’acqua effettuata da Arpav ha permesso di risalire alla causa della morìa, ovvero la presenza di pesticidi appartenenti alla classe dei piretroidi. Tutto è partito dalla segnalazione di un cittadino ad Arpav, dopo aver notato un liquido biancastro provenire dallo scarico di acqua piovana di un’area industriale finire in un canale. Nello stesso canale, poi, fino a sei chilometri di distanza dallo sversamento sono stati recuperati numerosi pesci morti. Le successive analisi hanno mostrato la presenza di concentrazioni rilevanti di alcuni pesticidi nei campioni di acqua, stessa cosa riscontrata dal laboratorio dell’Iszve nei tessuti dei pesci. I piretroidi finora erano ritenuti tra le sostanze maggiormente tossiche per la fauna acquatica, senza però che fossero riscontrati casi di mortalità massiccia. Adesso lo studio dell’Izsve cambia le carte in tavola e lancia un allarme che non può rimanere inascoltato dalla Regione. Occorre mettere in campo azioni preventive e aumentare i controlli, non serve chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati. O, come in questo caso, morti”.