Venezia, 13 maggio 2019

“Due anni senza Mauro Pretto, ucciso sull’uscio di casa in mezzo al bosco. Dopo tutto questo tempo l’assassino non ha ancora un volto né un nome, è una brutta sconfitta per lo Stato”. Così Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico ricorda il boscaiolo 47enne freddato con una rosa di pallettoni sparati da un fucile da caccia il 12 maggio 2017 a Contrà Gazzo di Zovencedo, in provincia di Vicenza.

 

“Un omicidio finito troppo presto nel dimenticatoio in maniera inspiegabile. Ieri ho parlato con la compagna, il fratello e alcuni amici che non si stancano di chiedere verità e giustizia. Dalle indagini non filtra niente, in due anni ci sono stati un’ottantina di sospettati ma nessuno è finito sotto inchiesta poiché mancherebbe il movente.

 

Non c’è alcuna pista privilegiata, sappiamo soltanto di una lite di Mauro con alcuni cacciatori di cinghiali che avevano minacciato i suoi cani, tutto qua. Immagino che per gli inquirenti non sia semplice risalire all’assassino, poiché gli autorizzati dalla provincia di Vicenza a circolare armati anche di notte sono ben 8.148. Troppe. Resta l’amarezza per il silenzio che ha da subito circondato la vicenda, come se Mauro fosse un morto di serie B.

 

A quattro mesi dall’omicidio - ricorda Zanoni - abbiamo organizzato a Vicenza una fiaccolata, ma su un centinaio di partecipanti appena due erano di Zovencedo. E anche la politica non è sembrata particolarmente scossa da un omicidio così efferato.

 

Ma nonostante questo continuerò a battermi affinché si resa giustizia a un uomo amico dell’ambiente, del bosco e degli animali selvatici”.