Venezia, 26 luglio 2018

“La commissione Ambiente riceva in audizione i rappresentanti dell’Ispra per capire come affrontare sul serio la piaga del consumo di suolo e quanto davvero incidono i lavori per la Pedemontana”. La richiesta arriva dal consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni ed è stata fatta nella seduta odierna, in cui è stato votato un parere alla Giunta in merito alla delibera relativa all’individuazione della quantità massima di consumo di suolo ammesso nel territorio regionale.

“L’ultimo rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, presentato lo scorso 17 luglio, parla chiaro: nonostante sia già la seconda regione più cementificata dopo la Lombardia, il Veneto è quella che ha consumato più suolo nel 2017, +12,35%, altri 1.134 ettari ‘mangiati’ in dodici mesi. È evidente che non c’entra niente la nostra legge sul consumo di suolo, la 14/2017,  perché si fa riferimento a dati precedenti, ma siamo convinti che le misure prese siano insufficienti. In ogni caso, per capire come intervenire, credo che sia utile ascoltare il parere e i consigli dell’Ispra. Se tutto va in porto a settembre potremmo incontrare l’ingegnere Michele Munafò, responsabile dell’Area per il monitoraggio e l’analisi integrata dell’uso del suolo e delle trasformazioni territoriali ed i processi di desertificazione dell’Ispra, nonché ingegnere per l’ambiente e il territorio, dottore di ricerca in Tecnica urbanistica e professore per le discipline del settore Tecnica e pianificazione urbanistica presso l’Università Sapienza di Roma”.   

Un incontro auspicato da Zanoni anche per far luce sul consumo di suolo relativo alla Pedemontana: “Sembra che a far schizzare in alto i dati del Veneto relativi al 2017 siano proprio i lavori per la Superstrada, con i suoi 94,5 chilometri di tracciato: ben 823 ettari consumati, pari a più di 8 milioni di metri quadri. A cui vanno aggiunti i 68 chilometri di viabilità accessoria. Tutti esclusi ai fini del conteggio del consumo di suolo, perché utilizzato per la realizzazione delle opere viarie: un’ulteriore conferma dell’inefficacia della legge”.