Venezia, 25 giugno 2018

“La salute dei cittadini deve essere la prima preoccupazione di un’amministrazione, perciò per verificare gli effetti del cementificio di Pederobba, non si escluda alcuna opzione e vengano fatti entrambi gli studi epidemiologici”. La richiesta arriva dal consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni che nei giorni scorsi ha partecipato a un incontro pubblico dove è stata illustrata l’indagine epidemiologica per valutare le conseguenze, dopo il via libera al Cementificio Rossi per bruciare anche plastica derivante dalla raccolta differenziata, sulla salute della popolazione.

 

“Siamo arrivati allo studio in seguito a una lunga battaglia sostenuta da associazioni, cittadini e opposizione in Consiglio comunale. La decisione presa da amministrazione, Ulss 2 e Arpav però non convince a sufficienza, come è emerso anche dal dibattito a margine della presentazione dello studio”, sottolinea l’esponente dem. All'incontro erano presenti il sindaco di Pederobba Marco Turato, Sandro Cinquetti direttore Prevenzione dell’Ulss 2, l’ingegner Loris Tomiato e la dottoressa Maria Rosa in rappresentanza di Arpav e l’esperto incaricato dalla Ulss 2, il professore Francesco Donato, dell’Università di Brescia.  

 

“Il principale nodo riguarda la tipologia di studio epidemiologico: non risulta ancora chiaro come mai si sia scelta l’indagine col ‘metodo di Coorte’, affidata al professor Francesco Donato e non quella ‘caso-controllo’ del dottor Paolo Crosignani, come auspicato da popolazione, associazioni e minoranza consiliare. La seconda proposta riuscirebbe a collegare in maniera più efficace danni o evidenze sanitarie rispetto alla fonte emissiva. Perché si vuole accantonare uno studio, tra l’altro già pagato 11mila euro dall’amministrazione comunale e realizzato con il contributo del professor Roberto Fornasier? Le due indagini, oltretutto, non sono in contrasto. Lo stesso Donato ha ribadito come niente vieti al Comune di procedere anche con lo studio ‘caso-controllo’ e che lui non ha alcuna obiezione in proposito. Le autorità hanno il dovere di dare precise risposte alle preoccupazioni dei cittadini, che hanno partecipato a decine di conferenze e manifestazioni contro la combustione della plastica nel cementificio. Occorre chiarire ogni dubbio sulla quantità effettiva di inquinanti che escono dal camino, il cosiddetto flusso di massa: i dati illustrati dal professor Fornasier risultano infatti di gran lunga diversi da quelli presentati durante l’incontro”.  

 

“Mi auguro quindi che si proceda in parallelo con entrambi gli studi, per evitare ulteriori brutte sorprese. Ricordo infatti che il 17 maggio la Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia per violazione della Direttiva sulla qualità dell’aria, dopo che il nostro Paese ha già subito una sentenza di condanna per lo stesso motivo nel dicembre 2012. Dovesse arrivare una seconda condanna - avverte in chiusura Zanoni - è facile prevedere che il Governo si rivarrà sulle Regioni causa delle violazioni, Veneto per primo, e si arriverà a pagare multe astronomiche con cifre che viaggiano nell’ordine del miliardo di euro”.