Venezia, 10 giugno 2019

 

“Anche un orologio rotto, due volte al giorno segna l’ora esatta. Chissà che Zaia a forza di dare i numeri sulla data dell’autonomia, non azzecchi prima o poi quelli gusti. Ma è comunque in ritardo di un anno e mezzo, nonostante la Lega sia al Governo e primo partito in Italia”. A dirlo è il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, commentando l’ottimismo del presidente della Regione alla festa del Carroccio di Castelfranco sul taglio del ‘traguardo’ entro l’estate.

 

“Ormai abbiamo perso il conto degli annunci, ma d’altronde è perennemente in campagna elettorale: sembrava tutto fatto già nell’ottobre 2017, subito dopo il referendum. Poi le cose sono andate diversamente. Doveva arrivare la scorsa estate, quindi in autunno per festeggiare l’anniversario del referendum, per poi slittare ancora entro fine anno. Il 21 dicembre 2018  l’annuncio pieno di ottimismo con un comunicato di Palazzo Balbi: ’È un Natale strepitoso, stupendo. Sotto l’albero il regalo dell’autonomia’ e invece niente.

 

Traguardo fallito pure il 15 febbraio quando avrebbe dovuto esserci la firma del documento da parte del Governo Conte e per il 3 aprile con l’ultimatum lanciato in occasione dell’audizione al Senato. Il tutto per precise responsabilità della Regione Veneto, che ha utilizzato in maniera propagandistica alcune richieste assolutamente irricevibili che infatti sono state cassate dal ministro leghista Stefani, dal residuo fiscale al trattenimento dei 9/10 delle tasse.

 

Pure balle elettorali che hanno rallentato un percorso già accidentato. Zaia non è ancora entrato nel merito dei ‘capitoli scritti male’ come sottolineato più volte dagli alleati di governo della Lega - ribadisce Zanoni - Non possono esserci in Italia venti sanità o istruzioni diverse. O che le Soprintendenze rispondano alle Regioni anziché a Roma, proprio come vorrebbe Zaia per non avere più ostacoli su cementificazione, consumo suolo e ‘prosecchizzazione’ del Veneto.

 

La realtà è che siamo al palo e che la pre intesa, venduta con entusiasmo dal governatore un paio di mesi fa, era già stata siglata con il sottosegretario del Governo Gentiloni, Bressa, a inizio 2018. Sempre con la firma di Zaia”.