Venezia, 25 maggio 2018
“Cosa deve ancora combinare Putin affinché Ciambetti la smetta di andare in pellegrinaggio in Russia o nella Crimea occupata? Aprirà finalmente gli occhi sul regime di Mosca?”. La domanda è del consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni dopo le accuse di Australia e Olanda per l’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines avvenuto nel luglio 2014 nei cieli dell’Ucraina orientale, con la morte di 298 persone.

“Le indagini condotte da un team internazionale sono finalmente arrivate a conclusione e l’accusa è precisa: il missile antiaereo Buk fu lanciato dalle forze russe. Mosca continua a dichiararsi innocente, però ha usato il suo diritto di veto in sede Onu per evitare la creazione di un tribunale internazionale che determinasse le responsabilità su questo gravissimo episodio. Visto che il nostro presidente del Consiglio è un tuttologo, mi aspetto un suo commento sulla vicenda. Ma, visto che rappresenta tutti i veneti, la prima cosa da fare sarebbe quella di stoppare i continui viaggi alla corte degli amici di Putin anche nella Crimea occupata dove, come denunciato da un rapporto dell’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite si sono verificate detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate, torture e maltrattamenti. Viaggi avvenuti anche sfidando il diritto internazionale e definiti a ‘titolo personale’ sebbene siano stati pubblicizzati sul sito del Consiglio”.

“Cosa siano Putin e il suo regime è ormai sotto gli occhi di tutti, tranne che a Ciambetti e altri pochi intimi - aggiunge polemicamente Zanoni - Ricordo infatti che Ciambetti, invitato come osservatore internazionale alle elezioni russe lo scorso marzo, elogiò pubblicamente la democrazia di Mosca, mentre il Consiglio regionale ad aprile fa ha approvato una risoluzione chiedendo alla Giunta di intervenire sul Governo affinché faccia pressioni per il ritiro dell’embargo contro la Russia per le conseguenze negative sull’export veneto”.