Venezia 2 ago. 2016 -     “Non solo non rispettiamo gli obblighi Ue in materia ambientale, ma siamo pure recidivi e così questa volta dovremo pagare le sanzioni”. Questo il commento del consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, vicepresidente della commissione Ambiente, dopo l’esame in Quarta commissione del Rapporto sugli Affari europei 2016.

“Il Veneto - afferma il consigliere democratico - non ne esce bene. Sono 83 le procedure di infrazione a carico dell’Italia per inadempienze imputabili alle Regioni: 63 per violazione del diritto dell’Unione e 20 per mancato recepimento delle direttive, 6 delle quali riguardano il Veneto e di queste, due sono state aperte negli ultimi mesi del 2015, il 7% del totale nazionale. Nel dettaglio le procedure riguardano violazioni di norme europee sul trattamento delle acque reflue urbane (due), sulla cattura di uccelli da utilizzare a scopo di richiami vivi per la caccia, sulla qualità dell’aria per il superamento dei valori limite del Pm10, sulla mancata designazione delle Zone speciali di conservazione (Zcs) della Rete Natura 2000 e infine sui piani di gestione dei rifiuti, in particolare su nove discariche da bonificare”.
“Dopo quella dell’aprile 2007, la Corte di Giustizia ci ha condannato una seconda volta nel dicembre 2014 - prosegue Zanoni - perché Stato e Regione Veneto per molte discariche di rifiuti non hanno proceduto alle bonifiche necessarie ad evitare la contaminazione del suolo e delle falde acquifere. Una condanna che ha portato, a livello nazionale, ad una sanzione forfettaria una tantum da 40 milioni, più una penalità semestrale da 42 milioni e 800 mila euro, fino all’esecuzione completa della sentenza. La normativa prevede che ci sia una rivalsa da parte dello Stato nei confronti delle Regioni inadempienti e quindi dovranno essere messi a bilancio milioni di euro con ripercussioni pesanti sulle casse regionali. Il Veneto ha già ricevuto due lettere dal ministero dell’Economia in cui venivano chiesti i soldi e le ha impugnate”.

“Adesso però il quadro cambia - conclude Zanoni - poiché la Legge di stabilità del 2016 prevede che il procedimento di rivalsa possa avvenire ‘a monte’, trattenendo le risorse che lo Stato deve trasferire alle amministrazioni locali. È finita l’era dei furbetti delle Regioni che approvavano norme illegittime per tornaconto elettorale, tanto poi le sanzioni venivano pagate da qualcun altro; con questa nuova legge di rivalsa tutti i nodi vengono al pettine. Per fortuna siamo all’interno dell’Unione europea che ci obbliga a rispettare determinate norme che tutelano ambiente e salute, a tutto vantaggio dei cittadini, perciò meglio rispettarle piuttosto che inquinare e beccarsi pure le sanzioni”.

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NOTA: in allegato l’estratto del  RAPPORTO SUGLI AFFARI EUROPEI – Anno 2016 (Relazione al Consiglio ex art.7 L.R. 26/2011). La procedura UE che potrebbe creare grossi problemi al bilancio del Veneto è quella a pag.195 (paragrafo 5.3.6).


DGR 40 Procedure infrazioni contro Veneto al 17 05 2016.pdf