Venezia 20 mar. 2019 -     “È un piano che passa sotto un rullo compressore gli strumenti della pianificazione urbanistica e del governo del territorio, scavalca la potestà in materia dei consigli comunali e dei sindaci. Inoltre calpesta quell’importante processo partecipativo previsto dalle normative comunitarie, che coinvolge associazioni categoria e di tutela del territorio oltre ai residenti, che porta alla stesura dei Pat, Piano di assetto del territorio”. È quanto afferma il Vicepresidente della Commissione Ambiente e Consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, che interviene tramite una nota a proposito “del Piano casa, la cui discussione generale è cominciata oggi nell’aula di palazzo Ferro Fini. 

 

Sarebbe più corretto chiamarlo ‘Piano casa e capannoni’ perché si rivolge non solo al residenziale ma a tutte le destinazioni d’uso ed è un provvedimento che inaugura anche nel campo dell’urbanistica in maniera ufficiale e definitiva, perché non ha più scadenze, la stagione del nuovo centralismo veneziano a scapito delle realtà territoriali. Uno strano federalismo quello di Zaia e dei suoi seguaci: vogliono l’autonomia da Roma, ma la tolgono ai Comuni” ha evidenziato ancora Zanoni.

 

“Non è ciò che serve al Veneto. Abbiamo già una legge all’urbanistica, la 11 del 2004, quella sul consumo di suolo, la 14/2017 e adesso il nuovo Piano casa. Si va ad appesantire ulteriormente la normativa, creando difficoltà applicative per Comuni e liberi professionisti che dovranno operare per ‘combinato disposto’. Alla faccia della semplificazione! Era meglio pensare a una legge organica.

 

È un provvedimento che non favorirà la qualità architettonica e il miglioramento della qualità della vita nei centri urbani, perché l’intervento sui singoli edifici è svincolato dallo stesso contesto urbano. Abbiamo già visto interventi che sono un vero e proprio pugno in un occhio” ha aggiunto il Vicepresidente della Commissione Ambiente che in Aula ha mostrato alcune foto di una decina di casi nel Trevigiano e nel Padovano, queste ultime fornite da Legambiente.

 

“Un altro aspetto grave è la possibilità di applicare le norme anche per le zone agricole andando a vanificare i contenuti della legge sul consumo del suolo. Per questo - la sottolineatura finale del Consigliere Zanoni - sarà fondamentale la nostra manovra emendativa: vanno cancellati i troppi effetti collaterali del Pdl su territorio, ambiente, diritti dei Comuni e partecipazione”.