(Arv) Venezia, 25 set. 2015 - “Sono molto soddisfatto del voto all’unanimità del Consiglio Regionale di approvazione dei due quesiti referendari contro nuove trivellazioni in Adriatico. Sono notevoli i rischi ambientali e per l’economia locale in caso di un incidente con fuoriuscita di petrolio, trattandosi di un mare di dimensioni molto ridotte e con un ecosistema molto delicato, che ha una profondità inferiore, ad esempio, del Lago di Garda. Senza dimenticare i danni ai settore del turismo e della pesca, con la cancellazione di migliaia di posti di lavoro, e il problema della subsidenza che in passato ha portato aree come il polesine a sprofondare addirittura di tre metri”: La dichiarazione è del consigliere regionale del PD e vice presidente della Commissione Ambiente, Andrea Zanoni.

“Non a caso ho ricordato all’aula l’incidente della BP nel Golfo del Messico che ha portato al risarcimento di 18,7 miliardi di dollari a causa di 7,3 miliardi di danni ambientali, all’ecosistema ed alla biodiversità; 5,5 miliardi dovuti per il disinquinamento delle acque; 4,9 miliardi di danni al settore del turismo e della pesca e un miliardo per i servizi resi dalle varie agenzie intervenute.

“Anche sulla base della discussione di oggi - conclude Zanoni - credo andrebbero riviste le autorizzazioni e le concessioni dei siti di estrazione di metano di terra come quelli trevigiani di Nervesa della Battaglia e di stoccaggio del metano di Collalto di Susegana, soprattutto alla luce dei recenti ed importanti fenomeni sismici verificatesi proprio a pochi chilometri da questi siti. Va fatto valere il principio europeo di precauzione, pertanto vanno studiate possibili interconnessioni tra queste attività e questi fenomeni. Tra l’altro, nell’area di Collalto, i cittadini hanno segnalato rumori a bassa frequenza che potrebbero essere connessi allo stoccaggio del metano”.


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