“La Regione del Veneto deve essere un’istituzione caratterizzata dalla massima trasparenza, le cui mura debbono essere ‘di vetro’, come ama ripetere il Governatore Zaia. Perciò, spero che questo Progetto di Legge incontri la massima condivisione”.

Con queste parole, il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni ha illustrato il Pdl, di cui è primo firmatario, “che introduce delle norme per contrastare il deprecabile fenomeno del nepotismo. Un provvedimento che è stato sottoscritto trasversalmente da altri 12 colleghi: Stefano Fracasso, Bruno Pigozzo, Orietta Salemi, Francesca Zottis (PD), Piero Ruzzante (Articolo 1-MDP), Patrizia Bartelle, Jacopo Berti, Erika Baldin, Manuel Brusco, Simone Scarabel (M5S), Marino Zorzato (Area Popolare Veneto), Elena Donazzan (Forza Italia)” Pietro Dalla Libera (Veneto Civico).

“Si tratta di uniformare la regolamentazione regionale con quella di Bruxelles – puntualizza l’esponente dei Democratici - Il Parlamento europeo, infatti, con lo Statuto dei deputati, ha introdotto il divieto per i propri membri di assumere coniuge, partner stabile in unione di fatto, genitori, figli e fratelli /sorelle. Il Segretariato generale dell’assemblea e l’Olaf (Ufficio anti frode europeo) stanno vagliando la regolarità dei rapporti di lavoro degli staff di molti parlamentari e sono emersi vari episodi che hanno suscitato scandalo in diversi Paesi dell’Unione. Ad esempio, una eurodeputata italiana sta restituendo, tramite un accordo siglato con il Parlamento europeo fino al 2019, la somma di 126 mila euro derivante dalla retribuzione lorda destinata alla madre messa sotto contratto come collaboratrice in anni precedenti”.

“E la stampa locale – ricorda Zanoni - ha riportato anche un ‘caso veneto’, riguardante un ex deputato a Bruxelles, in ordine a presunte irregolarità commesse dallo stesso riguardo proprio all’assunzione di moglie e genero come membri del suo staff, che con lui avrebbero dunque mantenuto un rapporto di lavoro anche dopo il 2009, in violazione, almeno per quanto riguarda il coniuge, delle disposizioni in materia di personale emanate dal Parlamento europeo”.

“L’approvazione di questo provvedimento non può più attendere – sottolinea il consigliere – D’altra parte, nel 2011, Zaia e l’allora Assessore Zorzato, si erano attivati per eliminare eventuali anomalie negli organici della Regione, invitando tutti i dirigenti a certificare legami di parentela noti tra i dipendenti. Ora però è il momento di fare un passo in avanti e avere regole certe, affinché la Regione Veneto diventi un’istituzione veramente trasparente”.

“Con il succitato Pdl – conclude Andrea Zanoni - chiediamo quindi che il personale assunto o incaricato a tempo determinato delle unità di supporto degli organi e dei gruppi consiliari e della Giunta, non sia individuabile nell’ambito di parenti entro il terzo grado e di affini di primo grado di governatore, assessore e consiglieri, né tra i loro partner frutto di convivenza o unione civile”.