Andrea Zanoni (IdV) scrive una lettera a Janez Potočnik invitandolo a bloccare il nuovo regolamento italiano che permetterebbe l'utilizzo di terre da scavo (come della TAV) anche inquinate per opere e infrastrutture. “Che a farne le spese non sia la nostra salute”

 

Andrea Zanoni (Eurodeputato IdV e membro della commissione ENVI Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare al Parlamento europeo) scrive al Commissario Ue Janez Potočnik per chiedere il blocco del nuovo Regolamento italiano sulle procedure di smaltimento delle “terre e rocce da scavo” al vaglio della Commissione Europea. “Niente deroghe per lo smaltimento delle terre da scavo contaminate. Mi auguro che per aiutare le industrie e l'economia a rimetterci non siano come sempre i cittadini e l'ambiente”.

 

Il 16 luglio 2012 l’associazione di volontariato IDRA che ha presentato un esposto a Bruxelles relativo a questo nuovo Regolamento del Governo Italiano che potrebbe consentire di utilizzare materiali di diverse tipologie, non classificabili come semplici “terre e rocce da scavo”, per la realizzazione di varie opere. Si tratta delle terre ricavate da enormi cantieri come quelli previsti per la TAV. “Con l’approvazione di questo Regolamento verrebbe di fatto liberalizzato l’utilizzo di terre e rocce da scavo, potenzialmente inquinate, tramite artifizi normativi in aperto contrasto con la  Direttiva 2008/98/CE in materia di rifiuti”, spiega Zanoni, che ricorda come la Corte di Giustizia europea, con sentenza C- 194/05 del 18 dicembre 2007, sia già intervenuta contro un simile tentativo di liberalizzazione.

 

“Le chiedo di valutare attentamente il testo del Regolamento suddetto affinché venga severamente respinto ogni tentativo di elusione delle norme contenute nelle vigenti direttive europee in materia di rifiuti”, si legge nella lettera inviata a Potočnik da Zanoni. “Lo smaltimento di terre di bonifiche contaminate e di rifiuti tossici in Italia è un problema che va al di là dei costi ma che si ripercuote anche sulla salute dei cittadini. Penso all'autostrada Valdastico Sud in Veneto, dove deve ancora essere fatta chiarezza su cosa sia stato gettato sotto il manto stradale”.

 

Lo scorso 23 maggio Zanoni aveva invitato anche il ministro Corrado Clini esortandolo a non prendere in considerazione l'idea di una sanatoria mascherata per tutti i processi in atto contro coloro che hanno smaltito illegalmente le terre contaminate provenienti dalle bonifiche. “Mi auguro che per aiutare le industrie e l'economia a rimetterci non siano come sempre i cittadini e l'ambiente”, conclude l'Eurodeputato.

 

 

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