Il TAR del Veneto annulla l’ordinanza anti-fido del sindaco di Treviso che nel 2004 provocò le proteste dei cittadini che manifestarono in 2.000 con i loro cani con la “Cacacagnara”.    Zanoni: “Nel 2004 avevo avvertito il sindaco che la loro ostinazione nel difendere un provvedimento scorretto ed ingiusto sarebbe costato molto caro”.  Con sentenza n. 2280/2009 del 4/08/2009 la Terza Sezione del TAR del Veneto, composta dai giudici Angelo De Zotti, Presidente, Marco Buricelli, Consigliere e Stefano Mielli, Estensore, ha stabilito l’illegittimità dell’ordinanza del sindaco di Treviso n. 48791 del 29 giugno 2004, annullandola, con la quale era stato vietato ai proprietari e detentori di cani di condurre i propri animali in alcune vie del centro storico di Treviso. A proporre ricorso contro l’ordinanza sindacale erano stati la Lav, Bottolo Pinarello, Ghedin Bruna, Tramontini Margherita, Vetere Luisa, Lotto Desia e Lucchese Roberta, rappresentati  dagli avvocati Fabio Capraro, Albino Lacava, Roberto Pomella, Gabriele Traina, Giorgio Canal, Maria Laura Dalla Giustina e Renato Speranzoni. Il comune di Treviso per difendere la propria ordinanza ha sborsato negli anni la bellezza di 61.224 euro in spese legali a fronte di un incasso di 116 euro di un’unica contravvenzione, elevata a carico di uno dei ricorrenti  per aver portato i propri cani nell’area interdetta. Da ricordare che il 10 luglio 2004 si svolse a Treviso una manifestazione con oltre 2000 partecipanti, molti dei quali accompagnati dai propri cani,  intitolata “Cacacagnara”. Successivamente il 17 luglio del 2004 vennero consegnate nelle mani del sindaco Giampaolo Gobbo la bellezza di  4000 firme di cittadini di una petizione che chiedeva il ritiro dell’ordinanza. “Dopo sei anni di battaglie legali – ha commentato Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto – si è finalmente conclusa la vicenda dell’ordinanza anti-fido voluta dal vice-sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini. Purtroppo a pagare per quella scelta irresponsabile di vietare l’accesso dei cani in centro storico non saranno gli amministratori  bensì i cittadini dato che i 61.000 euro di spese legali verranno pagati con le tasse di tutti. Il sindaco Gianpaolo Gobbo tra l’altro era stato avvisato, ricordo ancora l’incontro durante il quale gli consegnammo le 4000 firme per il ritiro dell’ordinanza quando gli dissi che l’ostinazione di difendere a tutti i costi quello che consideravo un clamoroso errore  sarebbe potuto costare molto caro a tutti noi contribuenti ed il tempo mi ha dato ragione.”  Sui 61.000 euro la LAC valuterà l’invio di un esposto alla Corte dei Conti.