“Inutile girarci attorno: per quanto siano stati fatti passi in avanti, la strada da percorrere per raggiungere un’effettiva parità tra uomini e donne è ancora lunga. In Italia le lavoratrici hanno mediamente stipendi più bassi del 16,3% rispetto ai colleghi maschi, il loro numero nei ‘ruoli chiave’ delle aziende è in crescita ma resta ancora residuale. Alle elezioni della scorsa settimana ne abbiamo avuto l’ennesima conferma: una donna eletta ogni due uomini. E sono insufficienti le politiche di sostegno che permettano di coniugare occupazione e vita familiare”. A dichiararlo è Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico, che oggi a Treviso ha partecipato al convegno ‘Coesione sociale, donne e legalità’, dove sono intervenuti, fra gli altri, il capo della Polizia Franco Gabrielli, il prefetto di Treviso Laura Lega, il sindaco Giovanni Manildo e il sostituto procuratore della Repubblica Mara Giovanna De Donà.

“Ma c’è un altra questione drammaticamente aperta, da ricordare non solo l’8 marzo ed è quella della violenza di genere. Una battaglia che si può vincere solo con un cambio culturale, che però, purtroppo, non ha tempi brevi. Lo scorso anno in Italia ci sono stati 121 femminicidi, in un caso su due commessi dal marito o compagno. Il 21% delle donne italiane, oltre 4,5 milioni, ha dichiarato di aver subito qualche tipo di violenza nel corso della propria vita, fisica o psicologica. La sostituto procuratore De Donà ha tracciato il quadro delle denunce nella nostra provincia ed ha sottolineato come i reati siano in aumento: nel 2016 abbiamo avuto 94 casi di stalking, 139 di maltrattamento e anche tre omicidi. Dati che non tengono conto del sommerso, la maggior parte delle vittime ha paura a denunciare il partner e quindi la realtà è assai peggiore. Ha ribadito come il percorso di denuncia sia faticoso, lungo, costoso, irto di ostacolo e perciò va aiutato adeguatamente. Dal canto suo il Prefetto Lega, insieme al tavolo di lavoro ad hoc, ha realizzato un vademecum operativo per mettere in rete le conoscenze e le prassi per contrastare la violenza contro le donne. Come hanno ben detto i relatori, ogni cittadino è chiamato a fare la propria parte: se per esempio sentiamo urlare nell’appartamento di fianco non dobbiamo far finta di niente, ma essere parte attiva per aiutare le vittime”.

“Spesso - aggiunge Zanoni - c’è anche una dipendenza economica dal partner e ciò complica ulteriormente le cose. Come Partito Democratico pochi giorni fa abbiamo presentato una proposta di legge, prima firmataria la Consigliera Moretti, per l’istituzione di un Fondo per il ‘reddito di libertà’: crediamo sia importante garantire alle donne vittime di violenza domestica un sostegno economico come ‘precondizione’ per allontanarsi dai loro compagni e riconquistare la propria dignità e inviolabilità”.

“Infine occorre fare una riflessione sull’uso delle armi che sono il mezzo più comune per commettere femminicidi. Credo che la politica dovrebbe occuparsi di prevenzione, disincentivandone l’uso e la circolazione. Più armi non significa assolutamente più sicurezza, anzi. Ogni giorno ci sono casi di cronaca che purtroppo lo confermano. Per questo - conclude il Consigliere del PD - va condannata la rincorsa all’armiamoci tutti sostenuta e lodata da certe parti politiche”.