“Con questo Regolamento sugli accessi ai siti della Regione, così come approvato, si potrà entrare con una pistola se si detiene un porto d’armi per difesa personale senza consentire ai responsabili dei siti di opporsi. Poiché non ci saranno sistemi di controllo agli accessi, verranno fermate solo le persone travisate, burqa o non burqa che sia, mentre quelli che a viso aperto entreranno occultando armi, esplosivi e quant’altro lo faranno senza nessun ostacolo”. È quanto afferma Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico a proposito del Regolamento approvato con il voto contrario dei Dem. “Paradossalmente - prosegue l’esponente democratico - un estremista dell’Isis potrà entrare armato di cintura esplosiva o di pistola in ospedale mentre una donna, disarmata, ma col velo non lo potrà fare. Mancano infatti i metal detector per rilevare le armi e la legge non mette un euro per finanziarli”.

Zanoni boccia il nuovo Regolamento senza mezzi termini. “In premessa fa riferimento ipocritamente alla ‘riduzione dei rischi’ ed assicura ‘la massima efficacia ai controlli’, ma nella realtà lascia tutto inalterato. Anzi, adesso c’è il via libera anche ai detentori di porto d’armi per difesa personale, un via libera che renderà questi siti ancora più indifesi e problematici perché le armi, ancorché legali, dentro ai luoghi sensibili, portano solo pericoli e rischi. È paradossale, ma vero: un regolamento così fatto invece di aumentare la sicurezza, la diminuisce”.

“In Kansas, Stato degli Usa dove in tema di armi c’è la massima libertà - conclude Zanoni - si parla di vietarle negli ospedali dal prossimo primo luglio, mentre in Veneto sarà possibile il contrario. Trovo indecoroso come questa maggioranza si sia fatta ‘berlatizzare’: è giusto ricordare come questo Regolamento, prima degli emendamenti di Berlato, non prevedesse l’accesso delle armi, seppur portate legalmente dagli aventi titolo, nei siti regionali”.