“Il comportamento della maggioranza è schizofrenico e il regolamento che permetterà l’accesso con armi negli ospedali, ma non in Consiglio regionale, che di fatto sarà escluso dall’applicazione del regolamento, ne è la riprova. Avanti così, al servizio di Berlato, con sprezzo del ridicolo”. Andrea Zanoni, esponente del Partito Democratico a Palazzo Ferro Fini, si esprime così alla vigilia della seduta di domani, dove si voterà il ‘Regolamento sulle modalità di accesso e di permanenza nelle sedi istituzionali della Regione del Veneto, degli enti del servizio sanitario regionale, degli enti strumentali e degli organismi sottoposti a controllo e vigilanza della Regione’.

“Dopo lo stop di due settimane fa e lo slittamento dell’approvazione in Consiglio, si riparte, ma le modifiche presentate dal relatore di maggioranza, il leghista Villanova, hanno indubbiamente complicato e peggiorato il quadro. All’articolo 5, rubricato ‘Altri controlli’, nell’attuale formulazione viene consentito l’accesso armato nei siti regionali, ospedali compresi, delle forze dell’ordine, ma anche dei privati in possesso di porto d’armi per difesa personale, grazie a un emendamento del solito Berlato passato nell’indifferenza di tutti in prima commissione ancora nel 2016” spiega Zanoni.

“Il primo emendamento presentato da Villanova riguarda proprio l’articolo 5; consente a due precise categorie, guardie giurate e privati in possesso di porto d’armi per difesa personale (R.D. n.773/1931 e L. 110/1975) di entrare armati di pistola negli ospedali e in tutti i siti della regione. A nulla serve la previsione della conformità con le disposizioni adottate da regolamenti dei vari enti interessati se si prevede comunque che i privati ‘possono accedere con le armi’. Ma il meglio deve ancora venire - aggiunge Zanoni - all’articolo 8, infatti, un altro emendamento del relatore esclude il Consiglio regionale dalla ‘casistica’, in modo da vietare ai privati muniti di porto d’armi per difesa personale di entrare armati a Palazzo Ferro Fini. Insomma, per impedire l’accesso delle armi nei vari siti bisogna essere esenti dall’applicazione del regolamento in votazione. Quindi si potrà girare per le corsie dell’ospedale con una pistola in tasca, ma (fortunatamente) non in Consiglio. Una norma che crea disparità tra i vari enti regionali dove solo la ‘casta’ riesce a salvarsi dalla visione ‘pistolera’ del mondo del consigliere Berlato”.

“Un provvedimento - conclude Zanoni - salutato con entusiasmo dalla nota testata ‘Armi Magazine.it’, che il 16 giugno scriveva: ‘Armi negli ospedali, uno storico sì anche in Italia’. In ogni caso, la cosa più bizzarra è che proprio con questo emendamento anche il divieto previsto all’articolo 2 di portare ‘il burqa e il niqab, che celano, travisano o nascondono il volto’ varrà dappertutto tranne che per il Consiglio”.