Il Corpo Forestale dello Stato di Vicenza ha posto i sigilli a una ditta di Valdagno e a una con sedi a Mira (VE) e Porto Marghera (VE) e denunciato quattro persone, dopo aver trovato 500 chilogrammi di selvaggina morta, fra cui 1.600 esemplari di Beccacce scozzesi e un quantitativo di Antilopi argentine senza certificazioni, per un valore di almeno 80 mila euro. L’eurodeputato PD Andrea Zanoni ha affermato: «Invito le associazioni animaliste, ambientaliste ma anche quelle venatorie a costituirsi parte civile nel processo contro questi loschi figuri che lucrano sulla distruzione di un patrimonio di biodiversità importantissimo per tutta l’Europa».

 

Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) di Vicenza, in collaborazione con i Comandi delle Stazioni vicentine di Valdagno, Arzignano, ed Enego e con il Servizio Veterinario dell’ASL di Arzignano, ha sequestrato 500 chilogrammi di animali morti, fra cui 1.600 esemplari di Beccacce e carni di Antilopi argentine, per un valore di almeno 80 mila euro nei magazzini della “Mp Carni Pellichero Sas” a Valdagno e all’ingrosso “Diana Sas”, con sedi a Mira (VE) e Porto Marghera (VE).

 

In seguito alle perquisizioni, il Corpo Forestale ha denunciato alla Procura della Repubblica di Vicenza i legali rappresentanti delle due ditte. Ai quattro indagati sono stati contestati il reato di illecita vendita e detenzione di carni appartenenti a varie specie selvatiche per le quali non è consentito il commercio nel territorio italiano, secondo quanto previsto dall’articolo 21 lettera bb) della Legge sulla caccia 157/92.

 

Le indagini del NIPAF di Vicenza, guidato dal Commissario Luca Stella, erano scattate nelle scorse settimane dopo alcune segnalazioni. Durante le perquisizioni gli uomini della Forestale hanno trovato e sequestrato Beccacce (Scolopax rusticola) e altri tipi di carne.

 

Dai documenti rinvenuti è emerso che la Mp Carni Pellichero Sas si riforniva dalla ditta di importazioni e di commercio all’ingrosso “Diana sas”, con sedi a Mira e Porto Marghera in provincia di Venezia.

 

Nelle sedi veneziane, il Corpo Forestale ha sequestrato il resto della selvaggina, fra cui altra Antilope dall’Argentina senza la documentazione richiesta dalla legge, carne di provenienza ignota, oltre a Allodole e Storni provenienti dall’Est Europa. Le indagini del NIPAF proseguono ora in tutta Italia.  

 

L’europarlamentare PD Andrea Zanoni, vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo ha affermato: «Ci troviamo di fronte a criminali senza scrupoli. Mi auguro che anche le associazioni venatorie si facciano sentire per condannare una tale carneficina e prendere le distanze da atti di tale portata. Per capire la gravità con riferimento ai numeri di animali morti sequestrati, ovvero solo per quanto riguarda le Beccacce i 1.600 esemplari trovati, basti pensare che in Veneto un cacciatore non può sparare a più di tre Beccacce al giorno, con un massimo di 20 in tutta la stagione venatoria. Invito le associazioni animaliste, ambientaliste, ma anche venatorie a costituirsi parte civile nel processo a carico di questi loschi figuri che lucrano sulla distruzione di un patrimonio di biodiversità importantissimo per tutta l’Europa. Mi congratulo con il Corpo Forestale di Vicenza e con gli uomini delle Stazioni di Valdagno, Arzignano, ed Enego per l’ottimo lavoro svolto a difesa del patrimonio naturale dell’Unione Europea grazie al quale è stato inferto un duro colpo a questo traffico illegale».

 

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