(Arv) Venezia 22 lug. 2015 -      “Sulle cure ai bambini affetti da malattie inguaribili non è ammissibile applicare logiche di risparmio. In Veneto la stima costante è di circa 650 i bambini che si ritrovano a lottare per la vita: purtroppo, ogni anno, il 10% di loro non sopravvive. Garantire il massimo dell’assistenza e delle cure è essenziale”.Il richiamo viene dai consiglieri regionali del PD, Andrea Zanoni e Claudio Sinigaglia, che hanno presentato un’interrogazione alla Giunta, sollevando il caso del Centro Regionale di Terapia Antalgica e Cure Palliative pediatriche e dell’Hospice ‘Casa del Bambino’, entrambi presso l’Azienda ospedaliera di Padova.

 “Attualmente le strutture - evidenziano gli esponenti democratici - dispongono di poche unità di medici, infermieri e psicologici strutturati, mentre il restante personale sanitario, essenziale per garantire l’assistenza ai pazienti e alle loro famiglie, lavora con contratti a tempo determinato finanziati attraverso fondi di ricerca e associazioni no profit”. Il Centro Regionale di Terapia Antalgica e Cure Palliative pediatriche “ha costantemente in carico circa un centinaio di bambini e le loro famiglie nonché quattro bambini temporaneamente ricoverati presso l’Hospice pediatrico (il primo ad essere sorto in Italia, dotato di una struttura assistenziale innovativa per obiettivi e metodologia di lavoro, organizzata in quattro monolocali a dimensione di bambino). Va inoltre ricordato che il Centro coordina e supporta la rete regionale delle cure palliative pediatriche attraverso un’equipe di molteplici professionalità, offrendo la presa in carico integrata con i servizi territoriali e ospedalieri di tutti i bambini con malattia inguaribile”.

Zanoni e Sinigaglia ricordano come “pochi giorni fa i genitori di un piccolo di nove mesi - morto a seguito di SMA 1, la forma più grave di atrofia muscolare spinale - hanno scritto a Zaia e al Consiglio regionale lanciando un appello a sostegno della ricerca e dell’Hospice pediatrico e sottolineando l’importanza essenziale della diagnosi precoce. Di fronte a questo appello c’è il dovere inderogabile dell’istituzione regionale di garantire sia al Centro che all’Hospice un numero adeguato di personale”.

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QUI DI SEGUITO IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE:

 

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

 

DECIMA LEGISLATURA

 

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA  N. 

 

LA GIUNTA REGIONALE INTERVENGA AFFINCHè Il Centro Regionale di Terapia Antalgica e Cure Palliative pediatriche e l’Hospice “CASA DEL BAMBINO” PRESSO L’Azienda ospedaliera di Padova SIANO DOTATI DI uN adeguato NUMERO DI PERSONALE SANITARIO strutturato.

 

presentata il 21 luglio 2015 dai Consiglieri Zanoni e Sinigaglia

 

Premesso che:

-          nel Veneto vi sono circa 650 bambini con malattie inguaribili quali patologie neurologiche, metaboliche, cromosomiche, oncologiche, cardiopatiche o esiti gravi di traumatismi o di prematurità e di questi ogni anno circa il 10% muoiono;

-          questi bambini vengono curati da una rete regionale di cure palliative pediatriche che integrando professionalità, strutture e istituzioni diverse, si prende in carico i bambini e le rispettive famiglie nel difficile percorso della malattia;

-          un tassello importante ed irrinunciabile della rete delle cure - costantemente richiesta da famiglie, bambini e operatori - è la Casa Hospice, luogo dove bambino e famiglia vengono accolti nella fase terminale e dove, oltre alle cure mediche necessarie, viene fornito tutto il supporto indispensabile per gestire al meglio situazioni drammatiche come il dolore dei piccoli e l’elaborazione di un lutto considerato inevitabile.

 

Premesso altresì che:

-          nel 1989 è stato ideato il Progetto “Rete di Cure Palliative e Hospice pediatrico” e nell’anno successivo è iniziata, su tutto il territorio veneto, l’attività medico-infermieristica domiciliare di cure palliative pediatriche, rivolta a bambini con malattia inguaribile;

-          con DGRV n. 4029 del 19 dicembre 2003 è stato istituito il Centro Regionale di Terapia Antalgica e Cure Palliative pediatriche presso il Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino dell’Azienda Ospedaliera di Padova;

-          attualmente il suddetto Centro coordina e supporta la rete regionale delle cure palliative pediatriche attraverso un’equipe di molteplici professionalità, offrendo la presa in carico integrata con i servizi territoriali e ospedalieri di tutti i bambini con malattia inguaribile;

-          nel settembre 2007 è stato inaugurato presso l’Azienda Ospedaliera di Padova il primo hospice pediatrico italiano, denominato la “Casa del Bambino”: una struttura assistenziale innovativa per obiettivi e metodologia di lavoro, organizzata in quattro monolocali a dimensione di bambino.

 

Rilevato che:

-          il Centro Regionale di Terapia Antalgica e Cure Palliative pediatriche ha costantemente in carico circa un centinaio di bambini e le loro famiglie nonchè quattro bambini temporaneamente ricoverati presso l’Hospice pediatrico;

-          attualmente le suddette strutture dispongono di poche unità di medici, infermieri e psicologici strutturati, mentre il restante personale sanitario, essenziale per garantire l’assistenza ai pazienti e alle loro famiglie, lavora con contratti a tempo determinato finanziati attraverso fondi di ricerca e associazioni no profit.

Tutto ciò premesso

i sottoscritti consiglieri chiedono all’Assessore regionale alla Sanità

se non ritenga opportuno intervenire affinché il Centro regionale di Terapia Antalgica e Pediatrica e l’Hospice “Casa del Bambino” presso l’Azienda Ospedaliera di Padova siano dotati di un numero adeguato di personale sanitario strutturato (medici, infermieri e psicologi) per poter continuare ad essere un indispensabile punto di riferimento sanitario a livello regionale e nazionale.

 

      

 

 

Sanità. Zanoni e Sinigaglia (PD): gestione adeguata per Il centro regionale di terapia antalgica e Hospice 'Casa del Bambino'

 

 (Arv) Venezia 22 lug. 2015 -      “Sulle cure ai bambini affetti da malattie inguaribili non è ammissibile applicare logiche di risparmio. In Veneto la stima costante è di circa 650 i bambini che si ritrovano a lottare per la vita: purtroppo, ogni anno, il 10% di loro non sopravvive. Garantire il massimo dell’assistenza e delle cure è essenziale”.Il richiamo viene dai consiglieri regionali del PD, Andrea Zanoni e Claudio Sinigaglia, che hanno presentato un’interrogazione alla Giunta, sollevando il caso del Centro Regionale di Terapia Antalgica e Cure Palliative pediatriche e dell’Hospice ‘Casa del Bambino’, entrambi presso l’Azienda ospedaliera di Padova.

 “Attualmente le strutture - evidenziano gli esponenti democratici - dispongono di poche unità di medici, infermieri e psicologici strutturati, mentre il restante personale sanitario, essenziale per garantire l’assistenza ai pazienti e alle loro famiglie, lavora con contratti a tempo determinato finanziati attraverso fondi di ricerca e associazioni no profit”. Il Centro Regionale di Terapia Antalgica e Cure Palliative pediatriche “ha costantemente in carico circa un centinaio di bambini e le loro famiglie nonché quattro bambini temporaneamente ricoverati presso l’Hospice pediatrico (il primo ad essere sorto in Italia, dotato di una struttura assistenziale innovativa per obiettivi e metodologia di lavoro, organizzata in quattro monolocali a dimensione di bambino). Va inoltre ricordato che il Centro coordina e supporta la rete regionale delle cure palliative pediatriche attraverso un’equipe di molteplici professionalità, offrendo la presa in carico integrata con i servizi territoriali e ospedalieri di tutti i bambini con malattia inguaribile”.
 
Zanoni e Sinigaglia ricordano come “pochi giorni fa i genitori di un piccolo di nove mesi - morto a seguito di SMA 1, la forma più grave di atrofia muscolare spinale - hanno scritto a Zaia e al Consiglio regionale lanciando un appello a sostegno della ricerca e dell’Hospice pediatrico e sottolineando l’importanza essenziale della diagnosi precoce. Di fronte a questo appello c’è il dovere inderogabile dell’istituzione regionale di garantire sia al Centro che all’Hospice un numero adeguato di personale”.
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