“Sulle uova contaminate da Fipronil la macchina di controllo e monitoraggio ha funzionato, è stato fatto un lavoro importante nel territorio. Resto però convinto che bisognerebbe agire preventivamente, non aspettare che sia fatta la frittata”. Così Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico, commenta la risposta della Giunta all’interrogazione presentata lo scorso febbraio sugli esiti delle indagini condotte in Veneto dopo il piano di controlli in tutta Italia previsto dal ministero della Salute per verificare la presenza negli alimenti di questo antiparassitario utilizzato per cani e gatti.

“Le cifre parlano da sole: sono stati effettuati 192 campionamenti, 10 in centri di imballaggio, 19 in stabilimenti di trasformazione, 146 in allevamenti 12 in macelli e cinque negli esercizi commerciali e rilevate sei positività al Fipronil nelle uova: cinque in allevamenti delle province di Treviso e Venezia e una in un centro di imballaggio nel Veneziano Tutti i campionamenti sono stati eseguiti dai Servizi veterinari della Regione, tranne uno in un allevamento nel Veronese, gestito direttamente dai Nas. La stessa Regione - spiega Zanoni - ha gestito ben 25 notifiche di allerta su prodotti di origine comunitaria e nazionale, con rintraccio degli stessi e delle liste distributive, con conseguente ritiro e distruzione di uova e ovoprodotti non idonei al consumo. Il monitoraggio ha evidentemente funzionato e la decisione, su indicazioni della Commissione europea, di continuare a  seguire la situazione inserendo la ricerca di Fipronil e Amitraz nel Piano nazionale residui è una garanzia in più. L’unica perplessità, ripeto, è l’abitudine tutta italiana a intervenire sempre dopo, quando il danno è stato fatto”.