Sta per arrivare alla Camera dei deputati per l’approvazione definitiva una proposta di legge sull’utilizzo di combustibili solidi secondari nei cementifici. L’eurodeputato Andrea Zanoni ha affermato: «Il decreto del Governo Monti è un attentato all’ambiente e alla salute pubblica: non deve essere approvato»

 

Il 23 gennaio 2013 è arrivata alla Camera dei deputati la proposta di legge “Utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS) in cementifici soggetti al regime dell’autorizzazione integrata ambientale”. Già approvata dal Senato, a breve potrebbe ricevere il via libera definitivo.

 

Il 26 ottobre 2012, il Consiglio dei Ministri aveva approvato in via preliminare su proposta del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini e di concerto con quello dello Sviluppo economico Corrado Passera, un provvedimento per stabilire le condizioni di utilizzo dei CSS, in parziale sostituzione di quelli tradizionali.

 

Il provvedimento si tradurrebbe nella possibilità di bruciare nei cementifici anche i rifiuti speciali, con la conseguenza che le pericolose scorie derivanti dal processo di combustione verranno mischiate al cemento in quanto tutti i residui sono inglobati nella matrice cementizia. Nella relazione del Governo Monti è specificato, inoltre, cosa sono i CSS: i combustibili solidi secondari possono essere prodotti a partire dai rifiuti urbani e dai rifiuti speciali.

 

Andrea Zanoni, eurodeputato e membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha affermato: «Faccio appello al buon senso di chi dovrà approvare un testo che prevede la possibilità di costruire le future case degli italiani con cemento arricchito con i rifiuti. La prospettiva di poter bruciare nei cementifici i rifiuti speciali è terrificante, basti pensare ai problemi sanitari che correrà chi abita vicino a un cementificio. Grazie al Decreto “Monti – Clini - Passera” diossine, furani piombo, cadmio, mercurio e altri composti cancerogeni potranno essere emessi dai cementifici in grandi quantità».

 

Se verrà approvato il testo in esame, l’Italia si farà beffa della raccolta differenziata e inquinerà ancora di più l’aria che respiriamo. Il nostro Paese è già in procedura d’infrazione per la violazione della Direttiva dell’Aria 2008/50/CE (risposta Commissione europea all’interrogazione di Zanoni sulla qualità dell’aria per il superamento dei limiti di legge degli inquinanti dell’aria in numerose città italiane). Inoltre, così facendo, l’Italia andrebbe nella direzione opposta a quella indicata dall’Europa con la relazione Gerbrandy approvata lo scorso maggio per un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse”.

 

Background

A novembre 2012, Zanoni aveva denunciato la pericolosità per la salute pubblica del decreto già approvato dal Consiglio dei Ministri. A dicembre 2011, l’eurodeputato aveva presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere all’UE di abbassare i limiti di emissione dei cementifici che immettono nell’atmosfera enormi quantità di inquinanti. Ad agosto 2012, con un’ulteriore interrogazione, aveva inoltre chiesto di verificare la compatibilità dell’utilizzo di questi cementi come materiali di costruzione di case ed ambienti di lavoro.

 

Il 24 maggio 2012, il Parlamento europeo ha approvato la relazione Gerbrandy su “un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse” che invita la Commissione europea “a razionalizzare la normativa in materia di rifiuti, tenendo conto della gerarchia dei rifiuti e della necessità di ridurre quelli residui fino a raggiungere l’obiettivo RIFIUTI ZERO”. Per questo, il testo “chiede alla Commissione di presentare proposte entro il 2014 allo scopo di introdurre gradualmente un divieto generale dello smaltimento in discarica a livello europeo e di abolire progressivamente, entro la fine di questo decennio, l’incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili”.

 

Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni

Email stampa@andreazanoni.it

Tel (Bruxelles) +32 (0)2 284 56 04

Tel (Italia) +39 0422 59 11 19

Sito www.andreazanoni.it

Twitter Andrea_Zanoni

 


Scarica comunicato