Il Tribunale dell'Unione europea ieri, 25 Aprile, ha confermato la legittimità del Regolamento CE 1007/2009 "Commercio di prodotti derivati dalla foca". Con una sentenza cristallina e dalle parole forti la Corte ha respinto il ricorso proposto da commercianti di diversa nazionalità in merito alla presunta mancanza di base giuridica del Regolamento che vieta il commercio dei prodotti derivati dalla foca.

 

La Inuit Tapiriit Kanatami, associazione che rappresenta gli interessi degli Inuit canadesi, insieme ad altri produttori e commercianti di diverse nazionalità per la maggior parte non appartenenti alla comunità Inuit, aveva invece impugnato il regolamento di attuazione, ritenendo illegittimo quello di base.

 

"Questo è un risultato soddisfacente" ha commentato Andrea Zanoni, del gruppo ALDE (Alleanza dei Liberali e Democratici Europei), membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo e vice presidente dell'Intergruppo Benessere degli Animali al Parlamento europeo, "Abbiamo dalla nostra parte i cittadini europei, la comunità scientifica, e ora abbiamo anche la conferma giuridica per chiudere la porta dell'Europa all'inutile crudeltà della caccia alla foca a scopi commerciali".

 

La seconda udienza della sfida da parte della Norvegia e del Canada per la regolamentazione UE del commercio di foca è prevista per lunedì e martedì della prossima settimana.

 

Il tribunale dell'Unione Europea nella sua sentenza di ventidue pagine (clicca per leggere la sentenza) ha argomentato molto fortemente a favore del Regolamento.

 

"La caccia commerciale alla foca é un residuo del 19° secolo. La crudeltà intrinseca nel cacciare le foche a livello commerciale non è né accettabile né necessaria. Questa è un'altra piccola vittoria in difesa dei cuccioli di foca massacrati barbaramente per la loro pelle. Bisogna lavorare per assicurare un futuro per il nostro pianeta, le foche e le persone" ha concluso Andrea Zanoni.

 

 

 

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