La Corte di Giustizia Ue respinge il ricorso dell'Italia: limiti di Pm10 non rispettati nel 2006 e 2007. Sotto accusa l'aria in ben 55 zone e agglomerati urbani. Zanoni: "Sotto l'albero l'ennesima figuraccia ed evidenza che tutti noi respiriamo veleno. Le autorità italiane intervengano una volta per tutte in nome della nostra salute"


"Le autoritá italiane continuano a fare orecchie da mercante sulla qualità dell'aria. Nel frattempo gli italiani continuano a respirare veleno". È il commento di Andrea Zanoni, eurodeputato IdV e membro della commissione ENVI Ambiente al Parlamento europeo, al respingimento del ricorso dell'Italia sulla qualità dell'aria di fronte alla Corte d Giustizia Ue che accoglie in questo modo quello della Commissione europea. "Si tratta dell'ennesimo richiamo europeo che spero non resti inascoltato come accade spesso. In alcune zone d'Italia, come in pianura padana, la percentuali degli inquinanti presenti nell'atmosfera è da allarme rosso e purtroppo molte amministrazioni locali, come la Regione Veneto di Zai, continuano a negare l'evidenza tradendo così il mandato affidatogli di fare il meglio per i cittadini che rappresentano".

Zanoni riferisce che "l'Italia ha violato la normativa sulle polveri sottili, la Direttiva 96/62/CE, negli anni 2006 e 2007 e per questo la Corte di Giustizia Ue ha accolto il ricorso della Commissione europea che nel 2009 aveva messo l'Italia in guardia sui livelli di inquinamento". "La Corte respinge invece il ricorso per il 2005 e per il periodo successivo al 2007, in quanto non vi sono informazioni sufficienti per determinare la violazione".

Zanoni ricorda che, "come ha denunciato il Codacons  con l’azione collettiva “Italia Sotto Smog, la situazione di molte città italiane è lungi dal migliorare, come testimoniano i dati del 2010 e 2011". L'eurodeputato aggiunge che "sempre nel 2011 nella Pianura Padana, in città come Milano, Brescia, Verona, Padova Treviso e Ferrara, l’inquinamento è stato così consistente da produrre in gennaio il fenomeno della “neve chimica”, una pioggia di ghiaccio causata dalla condensazione del vapore acqueo sul particolato presente nell’aria".
 
“Invito le autorità europee a fare tutto il possibile per obbligare, anche a suon di sanzioni, le autorità italiane ad occuparsi una buona volta dell'aria che tutti noi respiriamo quotidianemente - conclude l'eurodeputato - impedendo ad esempio la costruzione di infrastrutture inutili e ulteriormente inquinanti come la centrale a carbone di Porto Tolle e la combustione dei rifiuti nei cementifici che non farebbero altro che aggiunge altro veleno a un'aria già abbastanza irrespirabile".

Zanoni coglie l'occasione per Invitare i cittadini italiani a prendere parte alla consultazione pubblica lanciata da Bruxelles su quali misure prendere per ripulire l'aria che respiriamo. “Fino al 4 marzo possiamo partecipare alla stesura di quella che sarà la futura politica Ue sulla qualità dell'aria. Nel Nord Italia l'aria più inquinata d'Europa”.

BACKGROUND

La Commissione aveva rilevato il superamento dei valori limite per un lungo periodo e in numerose zone e, nel 2009, ha anche inviato all'Italia una lettera di diffida che indicava 55 zone e agglomerati urbani nei quali i limiti giornalieri e/o annui erano stati superati nel 2006 e 2007.

L'Italia ha ammesso il superamento dei valori limite, ma ha fatto presente che questi non potevano essere rispettati a causa della complessità del fenomeno di formazione delle particelle Pm10, dell'influenza della meteorologia sulle concentrazioni atmosferiche delle polveri, dell'insufficiente conoscenza tecnica del fenomeno della loro formazione e del fatto che le diverse politiche dell'Unione europea per ridurre i precursori delle particelle Pm10 non hanno prodotto i risultati attesi.Tutti argomenti che per la Corte di Giustizia non sono validi a giustificare l'inadempienza alle norme Ue.



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