Ho letto le interessanti dichiarazioni di Zaia in merito al prosecco e ai problemi associati a questa coltivazione come l’inquinamento del terreno, la dispersione di nuvole di pesticidi in ambiente, la necessità di andare verso un prodotto biologico, l’etichettatura del prosecco in bottiglia.

Spero vivamente che queste dichiarazioni non restino solo delle zaiane boutade estive, come già accaduto in passato per la legge sul consumo del suolo, perché in veste di Governatore del Veneto avrebbe tutte le carte in regola per una pianificazione, di questa coltivazione al altissimo tasso di uso di sostanze chimiche di sintesi, che renda questa produzione più sostenibile e meno impattante sull’ambiente e sulla salute.

Sta di fatto che la Regione da lui guidata va in senso opposto a quanto da lui dichiarato.

Attualmente la Regione finanzia i nuovi impianti di questi vigneti con cifre che variano dagli 8.000 ai 20.000 euro per ettaro a fondo perduto e senza nessun condizionamento, ovvero ad esempio senza l’obbligo di utilizzo di sistemi di irrorazione dei pesticidi anti dispersione o di coltivazioni col metodo biologico.

Questo finanziamento non trova pari per altre coltivazioni e pertanto ha spinto moltissimi agricoltori a piantare questi vitigni dove prima non si erano mai visti come ad esempio sta accadendo in comuni come Paese, Montebelluna, Caerano San Marco, ecc. con il rischio di una nuova monocultura diffusa ovunque.

Inoltre, a proposito di prosecco biologico, Zaia dovrebbe sapere che chi in Veneto si dedica a questa tipologia di coltivazione incontra solo problemi come nel caso da me denunciato proprio alla sua Giunta con un’interrogazione ancora in attesa di risposta, risalente al 20 giugno scorso (NOTA 1).

Con questa interrogazione denunciavo il caso di un coltivatore di vigneti di prosecco con la modalità del biologico in provincia di Treviso che in seguito ad analisi nei suoi vigneti veniva rilevata la presenza dei composti come Boscalid, Dimethomorph, Mandipropamid, Metalaxyl e Metalaxyl-M, contaminazione causata dalla cosiddetta deriva aerea dei pesticidi utilizzati nei vigneti limitrofi ai suoi, con la conseguenza che le sue coltivazioni non sono state riconosciute come produzione biologica.

Nell’interrogazione denunciavo inoltre la concessione di deroghe della Regione Veneto dell’utilizzo di pesticidi normalmente vietati come Mancozeb, Folpet, Dithianon, Fluazinam prodotti notoriamente da poche multinazionali della chimica

In merito poi all’esame delle bottiglie di Prosecco ho effettuato un accesso agli atti perché sarebbe utile capire quali metodologie ed analisi di campionamento verranno utilizzate e soprattutto se l’affidamento di questi campioni ed analisi è stato fatto ad enti ed organizzazioni indipendenti.

Credo sia quindi legittimo porsi alcuni dubbi su ciò che Zaia va dicendo in merito al prosecco sostenibile perché i fatti dicono che la sua Giunta sta andando proprio nella direzione opposta mentre l’ISPRA ci dice che le acque del Veneto sono di anno in anno sempre più inquinate dai residui dei pesticidi usati in agricoltura

Andrea Zanoni

Vice Presidente II Commissione Consigliare.

 

NOTA 1: http://www.consiglioveneto.it/crvportal/attisp/IRI/Anno_2016/IRI_0192/testo_presentato.htm