“Sul parere positivo della Conferenza dei servizi al progetto per la realizzazione della centralina idroelettrica vicino allo storico Ponte di Bassano grava una pesante lacuna: manca infatti il parere vincolante del Ministero dei beni culturali”: la denuncia giunge del consigliere regionale del Pd e vice presidente della Commissione Ambiente, Andrea Zanoni.

Il consigliere del Pd precisa che con una nota dello scorso 29 settembre, il Direttore Generale del Dipartimento Archeologia del Mibac scriveva alla Soprintendenza Archeologica del Veneto: ‘considerati i dati acquisiti attraverso le indagini geofisiche, appare ormai accertato che, nell’area immediatamente prossima alla localizzazione della costruenda centralina, è presente quantomeno una struttura, di considerevoli dimensioni (m 3 x 20), che non può essere al momento meglio definita… Dal momento che, in assenza di ulteriori dati conoscitivi, le probabilità di intercettare importanti testimonianze storico-archeologiche nel corso dei lavori risultano alte, si ritiene indispensabile procedere all’esecuzione di sondaggi archeologici preventivi…. Appare evidente che solo all’esito di tali indagini, una volta acquisiti invia ufficiale i relativi risultati, codesta Soprintendenza potrà assumere le conseguenti determinazioni sia con riguardo alle eventuali azioni di tutela da avviare, sia con riguardo al giudizio di fattibilità da esprimere in merito al progetto presentato, rispetto al quale, pertanto, codesto ufficio non può e non deve esprimere, al momento, alcuna valutazione... Perciò, in sede di Conferenza dei servizi, codesta Soprintendenza vorrà prescrivere le necessarie indagini archeologiche propedeutiche all'espressione del prescritto parere…’.

“A quel punto - prosegue Zanoni - con un’altra nota la Soprintendente scriveva al Dipartimento Difesa del Suolo e Foreste della Regione evidenziando come, in riferimento alla necessità di un’ulteriore indagine conoscitiva, ‘Tale intervento sul campo dovrà essere condotto da operatore archeologo con adeguata professionalità, incaricato dalla committenza; il professionista incaricato concorderà le modalità con questa Soprintendenza, a cui spetta la direzione scientifica dell'intervento...’. La missiva si conclude così: ‘Solo sulla base dei risultati di queste indagini questo ufficio potrà esprimere una valutazione completamente informata sulla fattibilità del progetto presentato’.

“E’ dunque di tutta evidenza – conclude Andrea Zanoni – che siamo di fronte ad un parere zoppo da parte della Conferenza dei servizi, che contiene profili di irregolarità. Ritengo che la Giunta regionale, che ha all’ordine del giorno della prossima seduta questo provvedimento, non possa ignorare tale pesante difetto di procedura. La cosa più doverosa, oltre che saggia, è quindi quella di stoppare ogni autorizzazione”.


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