Venezia, 30 ago. 2018   - “L’episodio accaduto a Sommacampagna, nel Veronese, è raccapricciante, mi auguro che la Regione si costituisca parte civile contro questo criminale”. L’auspicio è di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, commentando la terribile scoperta dei carabinieri di Villafranca “di una donna polacca segregata in un cassone per le mele dal suo aguzzino, un imprenditore di Bolzano residente da tempo in Veneto, con cui aveva una relazione al termine di una lite” come spiega in una nota l’esponente del Pd.   “A leggere il racconto sembra di essere tornati indietro di due secoli, nell’America schiavista: una persona tenuta in gabbia sotto il sole per due settimane a causa di una lite. Mi aspettavo una parola – scrive Zanoni -  o anche un tweet, dal sempre loquace ministro dell’Interno Salvini, visto che oggi era in Veneto a pochi chilometri di distanza. Invece, nonostante la gravità del caso con l’aguzzino accusato di sequestro di persona e tortura, non ha detto niente. Stesso silenzio da parte di Zaia e della sua maggioranza. La violenza di genere - sottolinea Zanoni - è una piaga che non ha colore né nazionalità e va combattuta con maggior forza e convinzione. È necessaria una battaglia culturale per educare le nuove generazioni, ma occorrono anche pene più severe per chi commette un reato così odioso. In Veneto secondo un’indagine dell’Istat una donna su tre di età compresa fra 16 e 70 anni ha subìto una qualche forma di violenza fisica o sessuale: questa sì che è un’emergenza”.