Venezia, 30 ago. 2018   - “La nuova convenzione tra Regione e Sis per la realizzazione della Pedemontana è un azzardo per le casse pubbliche e rischia di trasformarsi in pesante macigno per le generazioni future. Il ministro Salvini l’ha letta e avallata?

È a conoscenza di tutti i dubbi espressi sia da Anac che Corte dei Conti?”. Le domande arrivano dai consiglieri del Partito Democratico Andrea Zanoni  e Claudio Sinigaglia e  in occasione della firma, a Venezia, del Protocollo legalità per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta tra il governatore Zaia e il ministro dell’Interno. “Questa operazione può trasformarsi in un boomerang per la Regione. Zaia oggi ha ribadito di aver chiesto un sacrificio al concessionario con la terza convenzione, visto che non incasserà i pedaggi. In realtà, oltre ad aver ottenuto un aumento del contributo pubblico, da 600 a 900 milioni, per costruire l’opera, il concessionario, grazie al canone di disponibilità, avrà entrate certe per 12.1 miliardi di euro in 39 anni. Il rischio di impresa, di cui doveva farsi carico, finisce invece sulle spalle della Regione, che si è impegnata ad erogare un canone annuo crescente, perché in teoria dovrebbe aumentare anche il traffico, per un’esposizione complessiva da brividi.  Certo, in teoria, la Società Pedemontana Veneta avrebbe potuto incassare 18 miliardi dai pedaggi, ma è una cifra calcolata su flussi fin troppo ottimistici. Così, adesso, se il traffico dovesse essere inferiore alle aspettative, sarà la Regione a dover far quadrare i conti, scaricando un vero e proprio macigno sulle spalle delle future generazioni. Un’idea davvero lungimirante - chiudono i due esponenti del PD - chissà se qualcuno gliel’ha illustrata anche a Salvini.”