Venezia, 30 novembre 2018 “Un bilancio nemico dell’ambiente, numerosi i nostri emendamenti che sono stati bocciati con il voto compatto di Lega, Lista Zaia, Forza Italia, Fdi e Veneto Unito. Ma devono far riflettere anche gli attacchi che ho subìto sull’agricoltura biologica dal collega dei Cinque Stelle Scarabel, prontamente applaudito dalla maggioranza: non me lo sarei mai aspettato”. Così Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, commenta la maratona sul Defr approvato ieri dall’aula di Palazzo Ferro Fini in tarda serata. “L’elenco dei ‘no’ è lungo, solo qualche esempio: dall’emendamento per un piano pluriennale per l’attività di bonifica dei troppi siti inquinati nella nostra regione a quello per il ripristino delle cave dismesse a uso esclusivamente agricolo, dalla richiesta di contrastare l’illegalità diffusa del bracconaggio in Veneto all’emendamento che prevedeva di sostenere in maniera cospicua l’agricoltura biologica a cui oggi vengono destinate solo le briciole”.  E proprio su questo punto si sofferma l’esponente democratico trevigiano: “Dopo il mio intervento c’è stata una reazione di fuoco da parte di due consiglieri della Lega, forse infastiditi dalla realtà che vogliono invece nascondere. I fatti, tutti documentati, che ho riportato in aula parlano di crescita di anno in anno delle tonnellate di pesticidi usati in viticoltura, aumento delle superfici agricole coltivate a Prosecco, rinvenimento di residui di pesticidi nelle bottiglie di Prosecco pur con valori di legge, aumento dei residui di pesticidi rilevati da Ispra nei corsi d’acqua, spreco di quintali e quintali di uva distrutti sul posto a causa della sovrapproduzione, contaminazione dei fiumi con moria di pesci per via degli scarichi illegali da parte delle cantine, finanziamenti a pioggia nel solo comparto della viticoltura. Una reazione che mi aspettavo, a differenza di quella del collega del M5s Simone Scarabel, che mi ha accusato di avere una posizione ideologica, applaudito dai colleghi della Lega. Mi chiedo con quale coerenza partecipi poi alle manifestazioni a sostegno del Referendum Stop Pesticidi di Conegliano e alla Marcia Stop Pesticidi di Revine”. Ma le critiche di Zanoni si concentrano anche “sul rifiuto della Regione di stanziare fondi a bilancio per i danni provocati dall’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito il Veneto a fine ottobre e su cui verteva la manovra emendativa del PD: assurdo il rifiuto di stanziare 70 milioni l’anno, per tre anni, al fine di tutelare la conservazione e la valorizzazione del patrimonio boschivo e dell’ambiente, la difesa e messa in sicurezza del territorio, il ripristino della rete viaria, la sistemazione e difesa degli arenili, il sostegno soprattutto alle piccole imprese montane, in particolare a quelle boschive. Si chiede a Stato ed Ue di fare la propria parte, mentre la Giunta resta a guardare. Abbiamo poi chiesto di attuare un Piano più incisivo per contrastare i cambiamenti climatici in atto, che rappresentano un problema a livello mondiale e che negli ultimi anni hanno causato disastri anche in Veneto: servono fatti, non chiacchiere. Il Veneto deve collaborare con gli Istituti di ricerca, come il CNR, e le Università” Nella sua nota Zanoni continua “Servono infrastrutture essenziali a cominciare dalla banda larga per poter competere a livello nazionale ed europeo.  Non parliamo  del tema della non autosufficienza, senza la riforma, attesa dal 2000, le Ipab sono al collasso, a tutto vantaggio delle strutture private che però possono permettersi solo pochissime famiglie”.