Venezia, 7 nov. 2018  - “Con il Decreto sicurezza si rischia di fare un regalo alla criminalità organizzata, facendo rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta. Occorrono leggi fatte bene, non pericolose scorciatoie. L’estensione della vendita ai privati dei beni confiscati alle mafie è vergognosa e, purtroppo, non è il solo punto critico di un provvedimento approvato a colpi di fiducia. Con le stesse modalità che i grillini contestavano energicamente ai Governi precedenti”. Questo il commento di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, dopo il via libera del Senato al Decreto sicurezza “che prevede, tra le varie misure, la possibilità da parte di soggetti privati di acquistare beni immobili sequestrati alla criminalità - si legge in una nota diffusa dal consigliere Pd. “Deve essere assolutamente impedito ai mafiosi di rientrare in possesso di quanto sottratto dallo Stato. E invece con la vendita all’asta dei beni è un’ipotesi concreta e tutt’altro che remota, ricorrendo a dei prestanome. È un brutto passo indietro nella lotta alla mafia e uno schiaffo alle tante realtà impegnate nel volontariato e nella cooperazione sociale, oltre che alle vittime. Il Veneto - aggiunge Zanoni - non è certo un’isola felice. Nell’ultima Relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia si evidenziava il rafforzamento degli interessi imprenditoriali delle cosche e, in particolare, una significativa presenza della ‘ndrangheta. Solo a Paese, il mio comune nel Trevigiano con 22mila abitanti, abbiamo tre beni sequestrati in base alla legge antimafia, mentre in tutta la regione sono oltre 400, di cui appena un centinaio assegnati. Ma il Decreto Salvini, così dovrebbe chiamarsi visto che è stato ricamato a misura dei desideri della Lega, o Decreto insicurezza, è nel suo insieme un obbrobrio pericoloso. Per quanto riguarda i migranti, l’abolizione della protezione umanitaria servirà a ingrossare le fila degli irregolari, così come il forte ridimensionamento degli Sprar condannerà migliaia di persone alla marginalità. Sono circa 140mila le persone titolari di un permesso di soggiorno per motivi umanitari che, diventando irregolari, saranno esposti a rischio marginalità e criminalità. Non è il modo migliore per creare maggiore sicurezza. Anzi, è l’esatto opposto. Ma è proprio quello che vuole Salvini: aumentare le paure per specularci in chiave elettorale. E il Movimento Cinque Stelle si sta vergognosamente prestando a questo squallido gioco”.