Venezia 26 mar. 2019 -   Si è tenuta oggi, a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, una conferenza stampa in cui i Gruppi consiliari del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, unitamente ai consiglieri regionali Piero Ruzzante (LeU), Patrizia Bartelle (IIC) e Cristina Guarda (AMP), hanno chiesto “la revoca del Patrocinio della Regione Veneto al XIII Congresso mondiale delle Famiglie - World Congress of Families, in quanto i principi che vengono propugnati ledono il principio di laicità dello Stato e di uguaglianza e pari dignità di tutti i cittadini”.

Jacopo Berti (M5s): “Sono primo firmatario della Mozione n. 482 ‘Convegno mondiale della famiglia naturale: venga revocato il patrocinio della Regione del Veneto’, presentata il 21 marzo, sottoscritta anche dai colleghi Brusco, Baldin e Scarabel. Chiediamo la revoca del patrocinio regionale, come è stato giustamente revocato quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Famiglia, che hanno così riconosciuto la laicità dello Stato. Riteniamo infatti che lo Stato e tutte le sue declinazioni istituzionali debbano essere laici, aconfessionali e garantire pari opportunità e diritti per tutti i cittadini. Invece, il Congresso Mondiale delle Famiglie pone l’accento sulla differenza morale tra coppie unite dal matrimonio e altre legate dalla libera convivenza, distinguendo così tra unioni di serie A, sancite dal matrimonio celebrato con rito cattolico, e unioni di serie B, e questo è inaccettabile, come è inaccettabile che con il Patrocinio la Regione dia voce e offra ribalta a persone favorevoli alla pena di morte o a comminare gravi discriminazioni contro chi ha inclinazioni sessuali diverse da quelle tradizionali, persone che vogliono applicare la Shaaria islamica in salsa cattolica. Non è giusto dare voce a chi vuole riportare in Veneto, dopo centinaia d’anni, l’Inquisizione e il MedioEvo”.

Manuel Brusco (M5s): “Abbiamo chiesto che oggi venga convocata una riunione speciale dei ‘capigruppo’ per inserire nell’OdG questa Mozione che vuole revocare il Patrocinio della Regione Veneto al Festival delle Famiglie, in quanto le posizioni sostenute non sono condivise e non rappresentano il comune sentire di tutti i cittadini veneti”.

Simone Scarabel (M5s): “Come fa una Regione, che annovera la prima donna laureata al mondo, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, laureata in Filosofia nel 1678 presso l’Università degli Studi di Padova, ad appoggiare un Convegno che vuole relegare la donna a casalinga? Così si torna indietro e si rinnegano anni di conquiste importanti nel campo dei Diritti Civili. Il Governatore Zaia non può condividere i principi propugnati dal Festival veronese, piegandosi a esigenze di partito”.

Erika Baldin (M5s): “Come donna mi sento disgustata da iniziative di questo genere, organizzate peraltro in Veneto, una regione che da sempre è all’avanguardia sul fronte della tutela dei Diritti Civili. Il Festival delle Famiglie propugna posizioni che fanno veramente paura. Come Movimento 5 Stelle difendiamo la parità tra uomo e donna e vogliamo favorire l’accesso delle donne alla vita politica e alle cariche dirigenziali. Peraltro, in Parlamento possiamo annoverare la più elevata presenza di donne”.

Stefano Fracasso (PD): “Chiediamo la convocazione oggi della ‘capogruppi’ per poter iscrivere all’OdG questa Mozione. Sabato saremo in prima linea alla contro manifestazione di Verona. Alcuni giorni fa, abbiamo presentato una Interrogazione in merito alla concessione del Patrocinio della Regione Veneto a un Festival di reduci, di oscurantisti, a una iniziativa che non fotografa per nulla i reali bisogni delle famiglie, come l’accesso agli asili. Dobbiamo partire dalla fruibilità per le famiglie dei servizi essenziali e di conseguenza di Politiche per l’incremento della natalità. Invece, la Maggioranza ha posto barriere all’accesso dei servizi sociali primari, come ‘prima i Veneti’….peccato che i veneti calino di numero”.

Andrea Zanoni (PD): “Il 14 marzo, come Gruppo PD, assieme alla collega Guarda, abbiamo presentato una Interrogazione, di cui sono primo firmatario, per chiedere alla Regione di togliere la concessione del Patrocinio del Veneto a una Fiera dell’omofobia, a cui parteciperanno persone segnalate, da associazioni che difendono i Diritti Civili, come appartenenti a ‘Gruppi di odio’, favorevoli alla subordinazione della donna all’uomo e contrari all’autodeterminazione del genere femminile. Ricordo che l’articolo 3 della Costituzione sancisce la pari dignità sociale di tutti i cittadini e il divieto di ogni forma di discriminazione, e che l’articolo 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea sancisce il divieto di ‘qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale’”. 

Orietta Salemi (PD): “Da veronese, mi vergogno che Verona, che di medievale dovrebbe avere solo le mura, assuma una visione retrograda, oscurantista nei confronti della famiglia, la quale non ha certo bisogno di fondamentalismi o di bollini di garanzia. Per noi la famiglia è il luogo dell’amore, della cura, del rispetto e della responsabilità reciproca, temi questi che ahimè non sono oggetto del Festival, che invece è una fiera dell’ideologismo, a cui il Presidente Zaia ha dato il Patrocinio anche se invero, negli ultimi giorni, ha fatto marcia indietro, dichiarando che porterà ‘una posizione ecumenica’. Ma l’imbarazzo del Governatore è evidente. Noi prendiamo le distanze da questo Festival, per noi il tessuto sociale deve essere laicizzato e bisogna concentrarsi sui reali bisogni delle famiglie”.

Piero Ruzzante (LeU): “Con la collega Bartelle, l’11 marzo abbiamo presentato una Interrogazione a risposta scritta affinché venga revocato il Patrocinio della Regione Veneto al Festival delle Famiglie, che è in netta contraddizione rispetto a quanto sancito dall’articolo 5 dello Statuto regionale ‘Principi Fondamentali’, che prevede che la Regione ‘opera per garantire e rendere effettivi i diritti inviolabili, i doveri e le libertà fondamentali dell’uomo, riconosciuti dalla Costituzione e dalle fonti del Diritto europeo e internazionale’, contrastando pregiudizi e discriminazioni di ogni sorta, al fine di costruire una società veramente solidale. Il Governatore Zaia dovrebbe sottostare ai principi sanciti dallo Statuto. Mi chiedo perché offrire a questo Festival che discrimina le persone il simbolo della Regione, del Leone, storicamente emblema di accoglienza universale. Trovo, inoltre, molto preoccupante la partecipazione al Festival di persone del calibro di Dimitri Smirnov, arciprete ortodosso russo, il quale ritiene che gli omosessuali siano appestati. E mi chiedo quali siano le famiglie tradizionali, perché io conosco solo le famiglie unite dall'amore".

Patrizia Bartelle (IIC): “Come Italia In Comune saremo presenti sabato in Piazza Bra per riaffermare la laicità dello Stato. Alcuni mesi fa, ho presentato un PdL affinché la Regione Veneto applichi integralmente la Legge n. 194/1978, la cosiddetta ‘Legge sull’aborto’, che parla di sostegno alla maternità e non solo dell’interruzione della gravidanza. Voglio che all’interno delle sale operatorie e degli ospedali ci sia pari presenza di medici obiettori di coscienza e non. Come fa una Regione, da una parte a regolamentare la prostituzione e dall’altra a farsi  paladina della famiglia tradizionale?”.

Cristina Guarda (AMP): “Tutti condividiamo il fondamentale ruolo che la famiglia ha in seno alla nostra società, ma la Politica si deve spogliare da abiti partitici e da fini elettorali, bisogna dire basta a contrapposizioni ideologiche per badare alla concretezza e alla serietà nella difesa dei diritti della famiglia, dei cittadini, dell’uomo e della donna, anche nel rispetto dei principi sanciti dalla Carta dei diritti della bambina. La stessa CEI e il Forum delle Famiglie hanno sottolineato come alle famiglie bisogna garantire una vita dignitosa, siamo chiamati a promuovere vere Politiche sociali che sostengano l’istituzione – famiglia, senza assumere posizioni faziose”.