Venezia, 13 mar. 2019 -  “Fin dove è disposta a spingersi la Regione pur di accaparrarsi i voti della destra più reazionaria?

Il patrocinio al World Congress of families è inaccettabile, Zaia lo ritiri”. La richiesta è messa nero su bianco in un’interrogazione presentata dal Partito Democratico (primo firmatario Andrea Zanoni e sottoscritta dall’intero gruppo consiliare) che torna ad attaccare l’adesione di Palazzo Balbi alla manifestazione in programma a Verona dal 29 al 31 marzo.

“È un evento chiaramente discriminatorio e il Wcf è stato segnalato più volte da organizzazioni per i diritti civili come hate group (gruppo d’odio). Tra i loro obiettivi - spiegano nell’interrogazione - non c’è soltanto la difesa della ‘famiglia naturale’, ma anche la promozione di una concezione delle relazioni familiari basata sulla subordinazione della donna all’uomo e su una decisa compressione dell’autodeterminazione femminile.

Posizioni che ci fanno tornare indietro di un secolo, come se anni di battaglie per la parità e i diritti non ci fossero mai stati. Le posizioni in tema di omosessualità di molti relatori, inoltre, sono inconciliabili con l’articolo 3 della nostra Costituzione e il 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea che vietano la discriminazione sulla base delle ‘condizioni personali e sociali’ e ‘in ragione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere’.

Addirittura il Governo, non proprio progressista su certi temi, si è smarcato dal convegno, dichiarando che è un’iniziativa autonoma del ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana. La Regione faccia altrettanto e non sia complice di questa indecenza. O, davvero, per un pugno di voti va bene tutto, anche la destra medievale?”.