“Come procede il cronoprogramma per la verifica dell’utilizzo dei Pfas e per le loro concentrazioni nello scarico del Consorzio Arica nel Fratta- Gorzone a Cologna Veneta?”. Lo chiede il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, che informa “di essere primo firmatario di un’interrogazione in materia, sottoscritta anche dalle colleghe Orietta Salemi e Francesca Zottis, nonché da Cristina Guarda (AMP)”.

“Nell’autorizzare lo scarico, nel Fratta- Gorzone, di reflui industriali e urbani depurati degli impianti di Trissino, Arzignano, Montecchio Maggiore, Montebello Vicentino e Lonigo – esordisce l’esponente dei Democratici - la Regione aveva adottato, con il Decreto n. 107 del marzo scorso, pubblicato sul Bollettino Ufficiale, un preciso cronoprogramma, indicato dal Tribunale Superiore delle Acque, per il monitoraggio e la riduzione degli scarichi di Pfas nelle acque, con tanto di verifica semestrale delle attività: a che punto siamo?”.

“I consiglieri dem, nell’interrogazione, sollecitano una risposta rapida – continua Zanoni - poiché alcuni dei 14 termini sono ormai scaduti. Entro marzo, era infatti prevista la raccolta e l’elaborazione dei dati riguardanti la quantità e la tipologia di prodotti utilizzati dalle industrie, per i quali è nota e dichiarata la presenza di Pfas; inoltre, sempre entro marzo, dovevano essere messe a punto tecniche di gestione e controllo per effettuare uno screening, in modo da individuare le sostanze perfluoralchiliche nei prodotti in cui il contenuto non risulta dichiarato”.

“Dati – prosegue il consigliere regionale - che dovrebbero essere disponibili da mesi, così come quelli relativi alla sostituzione dei composti cosiddetti a catena lunga (otto atomi di carbonio) con altri a basso peso molecolare (quattro atomi di carbonio) in tutte le fasi in cui il ‘cambio’ consenta pari prestazioni qualitative, attesi per giugno scorso”.

“Stiamo anche aspettando i risultati dello Studio di metodi – puntualizza Zanoni - per verificare l’eventuale possibilità di trattamento e depurazione dei reflui, o a monte dello scarico in fognatura, ovvero presso gli impianti consortili, termine scaduto a maggio. Infine, per settembre, erano previsti gli esiti dell’installazione, sui pozzi di approvvigionamento idrico autonomo-aziendali, di sistemi di abbattimento con filtri a carboni attivi, in modo da depurare l’acqua di falda e al tempo stesso impedire che il potenziale contenuto inquinato da Pfas si riversi nel collettore Arica e conseguentemente nei corsi d’acqua superficiali”.

“A questo punto – conclude Andrea Zanoni - chiediamo alla Giunta di venire in aula, per relazionare sugli adempimenti ad oggi scaduti e per quelli da espletare entro fine anno, senza perdere ulteriore tempo”.