“Con le sue dichiarazioni pubbliche, il Consigliere Sergio Berlato mette nel mirino alcuni dipendenti regionali che prestano servizio all’Ufficio Caccia, accusandoli di non essere imparziali nello svolgimento del loro lavoro e auspicandone lo spostamento. Si tratta di un attacco arrogante da parte di questo componente della maggioranza: ma Zaia e i suoi sono d’accordo?”. A chiederlo è il Consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata sulla vicenda.

“Lo scorso 24 giugno, in occasione del convegno Confavi tenutosi a Vicenza, presenti il Presidente del Consiglio regionale Ciambetti, l'Assessore alla Caccia Pan e il Capogruppo della Lega Finco - spiega Zanoni - il Consigliere regionale e Presidente della Commissione consiliare che si occupa di caccia, Sergio Berlato, ha dichiarato, secondo quanto riportato dalla stampa, senza smentita dell’interessato, che ‘nella struttura regionale qualcuno privilegia l’approccio ideologico al proprio dovere. Se uno è contro la caccia, non può lavorare all’Ufficio caccia’. Le parole di Berlato segnano una preoccupante invasione nel campo della gestione del personale”.

“Visto che i dipendenti regionali sono 3.002 - prosegue il Consigliere democratico - e che, in linea con i sondaggi d’opinione, ben oltre il 70% di essi sono contrari alla caccia, cosa avrebbe intenzione di fare Berlato? Una lista di proscrizione dei dissidenti? Un’accurata selezione degli amanti delle doppiette? La sua è ideologia e idolatria del fucile: Zaia e la maggioranza fermino al più presto questo delirio”.