“Troppi fondi pubblici, ben 300 milioni, pericolo di falsare la concorrenza, rischio sbilanciato a sfavore del committente, ovvero la Regione. Sulla Superstrada Pedemontana i nodi stanno venendo al pettine e a dirlo adesso non è l’opposizione, ma Raffaele Cantone, presidente dell’ANAC - Autorità Nazionale Anticorruzione”.

Lo affermano, in una nota congiunta, i consiglieri regionali Andrea Zanoni (PD) e Cristina Guarda (AMP), che commentano così “la Deliberazione pubblicata oggi dall’ANAC e inviata alla Procura della Corte dei Conti, in cui sono evidenziate le criticità relative all’iter per la realizzazione dell’infrastruttura”.

“Una delibera in cui, inoltre – spiegano gli esponenti della minoranza - si giudica non ammissibile un ulteriore slittamento dei lavori, con conclusione al 30 settembre 2020, e si chiede di riesaminare la stime dei volumi di traffico, che potrebbero non essere realistiche”.

“Adesso – continuano i consiglieri regionali - la palla passa alla Procura della Corte dei Conti di Roma che da due anni sta indagando e che entro fine dicembre dovrebbe esprimersi. Siamo soddisfatti perché finalmente verrà fatta piena luce su quanto sollecitiamo da tempo, non da ultimo in Commissione e Consiglio, nel marzo scorso”.

“Dubbi, questi – puntualizzano Zanoni e Guarda - che sono gli stessi espressi dalla massima Autorità Anti Corruzione”.

“Ricordo – conclude Andrea Zanoni – che tre mesi fa avevo trasmesso un esposto, sottoscritto assieme alla senatrice Laura Puppato, direttamente a Cantone, in cui evidenziavo le troppe ombre relativamente alla terza convenzione con Sis. Evidentemente, ci avevamo visto giusto”.