“Oggi, dopo circa un anno e mezzo di lavori, finalmente è stata approvata la nuova legge sulla governance dei Parchi. Un provvedimento che però ha prodotto profonde divisioni nella maggioranza, tali da partorire una legge monca, priva di un rilancio sul fronte della tutela ambientale. In una regione come il Veneto non siamo dunque in grado di darci una norma al passo con i tempi, cosa grave se pensiamo in particolare alle aree protette della Rete Natura 2000, istituite grazie alle direttive europee”.

La presa di posizione è del consigliere regionale del PD, Andrea Zanoni, vice presidente della seconda Commissione che si occupa di ambiente e che oggi ha licenziato il provvedimento grazie ai voti di Lega Nord, FI e FdI. Hanno invece votato contro Pd, M5S, LeU e Amp.

“Oggi abbiamo sentito una cinquantina di rappresentanti di Comuni, Province, ordini professionali, proprietari terrieri e associazioni ambientaliste e venatorie, dai quali sono emersi importantissimi spunti e proposte che tuttavia non sono state prese in considerazione. La maggioranza ha infatti preferito votare direttamente la norma, senza dare la possibilità ai consiglieri di ponderare le proposte fatte e leggere i documenti consegnati dagli interlocutori: la fretta è cattiva consigliera”.

Zanoni osserva inoltre “con soddisfazione che molte delle criticità emerse dalle audizioni sono le stesse che come Pd abbiamo sollevato in sede di commissione” e sottolinea i punti del provvedimento attorno ai quali si concentrano le maggiori contrarietà.

“Non ci trova innanzitutto d’accordo il fatto di affidare l’autorizzazione paesaggistica in mano ai Comuni: deve rimanere in capo all’Ente Parco, l’unico che ha una visione complessiva della tutela del parco. Molti sindaci hanno sottolineato come i loro Comuni non hanno risorse e competenze per affrontare questa importante procedura”.

Tra le altre misure contenute nella legge, Zanoni punta l’indice sulla esclusione delle Province dagli organismi del Parco e soprattutto su una norma relativa al Parco della Lessinia: “Viene previsto che nel consiglio direttivo di questo ente vengano inseriti anche i proprietari terrieri, quali uniche figure di diritto privato e senza alcun contro-bilanciamento che sarebbe stato possibile prevedendo la presenza di rappresentanti dell’associazionismo ambientalista. Questa norma non solo va contro lo spirito della legge che vuole standardizzare la governance dei Parchi del Veneto, rendendola più comprensibile a tutti i cittadini, ma anche sotto il profilo costituzionale va a sbilanciare il principio costituzionale del buon andamento e della imparzialità della amministrazione previsto dall’articolo 97 della Carta. Per tutti questi motivi, come Pd abbiamo votato contro questa legge. Ci rivedremo in aula del Consiglio (relatore di minoranza del provvedimento sarà il dem Graziano Azzalin) dove continueremo a far sentire le nostre ragioni”.