L'eurodeputato PD Andrea Zanoni presenta un'interrogazione alla Commissione europea per denunciare le violenze a cani e gatti randagi commesse in concomitanza dei giochi invernali di Sochi in Russia. Zanoni: “Ancora una manifestazione sportiva macchiata del sangue di animali innocenti. Queste violenze sono inammissibili, l'UE assuma una presa di posizione forte”.

 

“Olimpiadi, europei di calcio e manifestazioni sportive varie non possono diventare la scusa per il massacro selvaggio di migliaia di gatti e cani randagi. L'Unione europea non può essere una silenziosa complice di queste efferate barbarie contro la civiltà”. E' il commento dell'eurodeputato PD Andrea Zanoni, vice presidente dell'Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, che ha presentato un'interrogazione alla Commissione europea denunciando i numerosi casi di uccisioni di randagi a Sochi in Russia prima dell’inizio delle Olimpiadi invernali appena concluse.

 

“Abbiamo già assistito a questo orrore in Ucraina per i campionati di calcio europei del 2012. Oggi la stampa parla di simili massacri in Russia. Ho chiesto alla Commissione europea cosa sia stato fatto per evitare queste uccisioni e cosa intende fare per impedire il ripetersi di simili barbarie in corrispondenza di eventi sportivi che vedono impegnati anche atleti europei”, afferma Zanoni.

 

“L'Ue deve manifestare la sua ferma opposizione a simili crudeli pratiche non solo a parole ma anche nei fatti. E' a dir poco riprovevole che manifestazioni ludico-sportive diventino il teatro di atroci massacri. Non mi stancherò mai di ripeterlo: per gestire il fenomeno del randagismo ci sono metodi non violenti come la sterilizzazione. Simili violenze sono assolutamente inammissibili”, conclude l'eurodeputato.

 

NOTE

 

Zanoni aveva denunciato a più riprese il massacro di randagi in Ucraina con interrogazioni parlamentari e lettere alla Commissione europea. Lo scorso luglio era stato personalmente a Kiev per parlare con le autorità ucraine. Dopo l'interessamento di Zanoni, la Commissione precisava che il capo della delegazione UE in Ucraina aveva provveduto ad inviare una lettera alle Autorità ucraine in cui egli raccomandava sollecitudine nel trattamento dei cani randagi e chiedeva informazioni sulle misure adottate dal Governo per affrontare tale questione.

 

Secondo la stampa nei mesi che hanno preceduto l’inizio dei Giochi olimpici, e con maggiore intensità e frequenza a ridosso dell’inizio della manifestazione, le autorità russe avrebbero fatto uccidere in modo sistematico migliaia di animali randagi, soprattutto cani e, in misura minore, gatti. A denunciarlo sono i volontari delle associazioni animaliste e delle ONG, ma anche i semplici cittadini. Secondo l’associazione animalista “World Society for the Protection of Animals”, tuttavia, simili massacri oltreché crudeli rischiano di rivelarsi inutili, perché l’unico modo per controllare in maniera efficace le popolazioni di randagi consiste nell’adozione di programmi a lungo termine di vaccinazioni e sterilizzazioni. È opportuno ricordare, infine, che simili fatti si erano verificati in epoca anteriore anche a Pechino in Cina prima delle Olimpiadi estive del 2008. Nella sua risposta alla succitata interrogazione sui fatti ucraini.

 

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