“Ancora un malfunzionamento al Mose, come se non bastassero gli scandali e le tangenti: adesso anche le paratoie che non funzionano. E Zaia cosa dice? Finora non ha mosso un dito, limitandosi, come spesso gli accade, a fare lo scaricabarile”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico va all’attacco del Governatore dopo l’incidente in Laguna, con il meccanismo delle paratoie bloccato a causa della sabbia e dei detriti. “L’ennesimo contrattempo, come lo scoppio del cassone, l’allagamento e la rottura della porta della conca di Malamocco lo scorso anno. Nel settembre 2015 avevo presentato un’interrogazione in cui denunciavo malfunzionamenti e sprechi, ma la Regione, tramite l’assessore Marcato, aveva replicato di non avere competenze, limitandosi a promettere una generica richiesta di chiarimenti al Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche. Nessuno sa se questo sia avvenuto o no”.

Per la seconda interrogazione (a risposta immediata), in cui venivano chieste garanzie su controlli e monitoraggi sugli effetti in Laguna legati alla realizzazione del Mose, Zanoni è ancora in attesa dal 28 giugno. “Riprendevo le preoccupazioni di uno studio del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) secondo cui l’abbassamento totale massimo atteso del terreno, otto centimetri in cento anni, si era già verificato in poco più di due. E se le disfunzioni che continuano a verificarsi dipendessero proprio da questo? Domande più che legittime, ma a Palazzo Balbi tutto tace. L’importante per il Governatore è fare passerelle, giri in elicottero per magnificare l’opera e se qualcosa non va, è solo colpa di qualcun altro. Invece dovrebbe stare più attento perché tutto il Mose sembra crollarci addosso. E il costo, non solo in termini ambientali, è salato: fino a ottanta milioni di euro dei contribuenti sono destinati alla manutenzione, Zaia non può voltarsi dall’altra parte come se lui non c’entrasse niente”.