“La Regione dovrebbe impegnarsi attivamente per evitare le sofferenze degli animali. A partire da quelli macellati seguendo dettami religiosi, cioè uccisi tramite dissanguamento senza stordimento. È una crudeltà assoluta, che va vietata, come già avviene in Svizzera, Norvegia, Islanda, Lettonia, Svezia e Polonia”. Lo chiede, in una nota, il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni che, assieme alla collega Patrizia Bartelle (M5S) - entrambi componenti dell’Intergruppo ‘Tutela e benessere degli animali e della natura’ - hanno presentato in merito un’interrogazione scritta.

“Lo scorso novembre, in Consiglio regionale – ricorda Zanoni - è stata approvata all’unanimità una mozione, chiedendo fra l’altro alla Giunta di impegnarsi presso il Governo per eliminare questa pratica: cosa ha fatto in concreto?”.

“I casi di cronaca – continua il consigliere regionale - mostrano il ripetersi di violazioni delle norme sanitarie e della tutela degli animali. Gli ultimi episodi riguardano il ritrovamento di alcuni sacchi contenenti le carcasse di due pecore a Tombolo, in provincia di Padova, dopo la festa islamica ‘del sacrificio’ e a Castelmassa nel rodigino, dove sono stati sgozzati due montoni in barba a qualsiasi autorizzazione. La macellazione rituale, sia ebraica (kosher) che musulmana (halal), prevede sgozzamenti senza alcun tipo di stordimento, perché l’animale deve essere integro e cosciente durante il processo di dissanguamento”.

“Ecco perché, assieme a Patrizia Bartelle, chiedo quali azioni siano state messe in campo dalla Regione per contrastare l’attività ‘abusiva’ non rispettosa della normativa sul benessere animale – informa Zanoni - che purtroppo consente la macellazione rituale, ma solo in centri autorizzati. Azioni che includono l’opera di Ulss e servizi veterinari per sensibilizzare i Comuni ad aumentare i controlli”.

“Nell’interrogazione – prosegue l’esponente dei Democratici - vengono inoltre sollecitati i dati sul numero dei macelli autorizzati, suddivisi per provincia, le violazioni rilevate nel corso degli ultimi due anni, oltre alle eventuali sanzioni”.

“Per vietare questa crudele pratica – spiega ancora il consigliere - alcuni Stati hanno preso come riferimento la Convenzione europea dei Diritti dell’uomo, articolo 9 comma 2, che recita come ‘La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla pubblica sicurezza, alla protezione dell’ordine, della salute o della morale pubblica, o alla protezione dei diritti e della libertà altrui’, e il Trattato di Lisbona del 2007 che, all’articolo 13, considera gli animali come ‘esseri senzienti’”. “Questa dovrebbe essere la strada maestra da seguire – conclude Andrea Zanoni - mi auguro che la Giunta faccia quanto chiesto ormai quasi un anno fa dal Consiglio”.