“Malgrado i ripetuti episodi, che dimostrano la presenza allarmante della criminalità organizzata in Veneto, il governo regionale di Zaia continua a fare spallucce e ad ignorare i rischi connessi alle infiltrazioni mafiose. Sono infatti passati tre anni dall’approvazione della legge 48/12, eppure non è stato ancora istituito l’Osservatorio per il contrasto al fenomeno e la promozione della trasparenza e non è stato ancora definito il Regolamento relativo alla Stazione Unica Appaltante, fondamentale per prevenire e contrastare i tentativi di condizionamento della criminalità mafiosa nel settore dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture”.

 

L’accusa viene dal consigliere regionale del PD, Andrea Zanoni, primo firmatario di una mozione che impegna la Giunta ad applicare la legge per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso, approvata il 28 dicembre 2012.

 

“Anche pochi giorni fa la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) di Catania – ricorda l’esponente democratico - ha sequestrato, tra Sicilia e Veneto, beni per 7 milioni di euro ad un imprenditore operante nei settori edile e movimento terra, ritenuto vicino al clan La Rocca, affiliato alla 'famiglia' Santapaola. Le infiltrazioni della criminalità organizzata oltre a impoverire il sistema delle imprese venete, danneggiano l’amministrazione regionale che ogni anno eroga finanziamenti a sostegno dello sviluppo economico e sociale del territorio veneto. Di fronte a tale crescente fenomeno – conclude Zanoni - occorre reagire con determinazione e prontezza al fine di evitare che le relazioni tra il mondo produttivo e la criminalità organizzata si diffondano e consolidino”.


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