Andrea Zanoni (IdV) plaude alla sentenza della Corte Costituzionale che boccia la privatizzazione del servizio idrico integrato. “Rispettata la volontà popolare. L'acqua resta un bene pubblico. In Europa andiamo verso una gestione integrata delle risorse idriche”

 

“La sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la privatizzazione dei servizi pubblici compreso il sistema idrico integrato rappresenta la vittoria della democrazia sull'autoritarismo delle compagnie private”. È il commento di Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV, alla sentenza dell'Alta Corte che ha giudicato incostituzionale e inammissibile tale privatizzazione. “Milioni di cittadini si erano pronunciati a favore dell'acqua come bene pubblico nel giugno del 2011. Un golpe del Governo Berlusconi aveva cercato di cancellare la volontà popolare. Oggi i giudici non hanno fatto altro che proteggere la democrazia”.

 

Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale e inammissibile l'articolo 4 del decreto legge del 13 agosto del 2011, emanato dal governo Berlusconi, che reintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali compreso il servizio idrico. “Il motivo centrale per cui la Consulta ha stabilito l'illegittimità costituzionale dell'articolo 4 è che viola l'articolo 75 della Costituzione, cioè quello che vieta il ripristino di una normativa abrogata dalla volontà popolare attraverso referendum – spiega Zanoni – Tradotto in parole povere, il governo Berlusconi aveva cercato di ignorare l'esplicito NO degli italiani all'acqua pubblica andando avanti come sempre per la loro strada”.

 

“Per troppi anni la politica ha ignorato i propri cittadini prendendo decisioni solo ed esclusivamente a tornaconto dei suoi protagonisti. Questo periodo è finito. I cittadini oggi pretendono a ragione che la propria volontà sia rispettata come dovrebbe accadere in ogni democrazia – continua l'Eurodeputato – Per quanto riguarda l'acqua, la Corte ha ribadito un concetto molto a cuore agli italiani: l'acqua non è una merce come le altre bensì un bene superiore e perciò pubblico”.

 

“In Europa abbiamo recentemente votato una relazione che fa il punto sullo stato di attuazione della normativa europea sulle acque in vista del Blueprint, ovvero il Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee della Commissione – conclude Zanoni – Si tratta di un passo verso l'acquisizione dell'acqua come bene supremo a livello europeo. Con la sentenza di oggi dei giudici, l'Italia torna ad esser a pieno titolo protagonista di  questo processo di democrazia e civiltà” (VIDEO).

 

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