Venezia, 10 feb. 2020 - “È inaccettabile che un assessore consideri la caccia alla stregua di una competizione sportiva e suggerisca di insegnarla a scuola; è una proposta irricevibile. Le ricordiamo che una delle due parti ‘in gara’ muore, uccisa da una pallottola, o peggio, resta ferita e viene divorata da insetti o larve. È scorretto parlare di pregiudizi, questi sono dati di fatto”. Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon, Consiglieri regionali del Partito Democratico, replicano tramite una nota “alla proposta dell’assessore all’Istruzione fatta nel week end a Hit Show, la fiera delle armi che si è svolta a Vicenza. E dati di fatto - insistono - sono i morti e feriti non solo tra i cacciatori, ma anche tra semplici cittadini, ogni anno. Vada a vedersi il lungo elenco di ‘effetti collaterali’ nelle nostre quattro interrogazioni presentate al termine di ogni stagione venatoria, dove sono riportati incidenti di caccia, abusi ed episodi di bracconaggio”. 

“Questo ‘sport’ praticato in casa d’altri e contro la loro volontà, visto che con le proroghe del Piano faunistico venatorio viene violato il diritto dei cittadini di vietare la caccia nei propri terreni, ha conseguenze pesanti anche sull’ambiente: pensiamo all’inquinamento provocato da migliaia di tonnellate di piombo disseminate nei campi, l’impatto negativo nei confronti degli uccelli migratori, già in costante declino a causa dell’agricoltura chimica, dei cambiamenti climatici e del consumo di suolo, che in Veneto ha livelli record”, sottolineano Zanoni e Bigon. “Certo, alla Donazzan non importa granché del drastico calo degli uccelli migratori, poiché ogni anno, puntualmente, insieme a tutti gli assessori della Giunta Zaia, sottoscrive un calendario venatorio in completo contrasto con le restrizioni di tempi, specie e luoghi chiesti dall’Ispra, l’Istituto governativo che tutela l’ambiente”.

“La cultura delle armi, con ciò che è collegato, non può essere in alcun modo incoraggiata dalle istituzioni, è altamente diseducativo, se non addirittura pericoloso. Più armi in circolazione vuol dire meno sicurezza per tutti. Anche in questo caso non si tratta di slogan, ma di numeri. Se davvero vogliamo portare nelle scuole tematiche utili a formare le future generazioni - propongono i due esponenti del PD - parliamogli di emergenza climatica e ambientale o informiamoli sull’economia circolare e la ‘green economy’, dal risparmio di energia elettrica alla riduzione dell’uso della plastica fino al riciclo dei rifiuti. O, ancora, insegniamo loro a rispettare la natura e gli animali che, come stabilito dal Trattato europeo di Lisbona sono esseri senzienti e non un oggetto per il piacere di pochi, da uccidere o ferire con scariche di piombo. E, magari, organizziamo anche corsi di affettività per contrastare la dilagante violenza di genere”.