Venezia, 8 lug. 2019   -   “Sulla Pedemontana Zaia ha perso la parola. Da giovedì scorso, quando è stata notificato a Sis il sequestro del cantiere della galleria di Malo, il Governatore è muto. Eppure, solo nel weekend, ha pubblicato su Facebook oltre 20 post sulle Colline del Prosecco Patrimonio dell’Unesco, quindi sappiamo che è ‘connesso’. Perché su un episodio tanto grave, continua a tacere? Tra un brindisi e l’altro, potrebbe degnarsi di scrivere almeno un Tweet. Oppure a Baku è rimasto improvvisamente con la batteria scarica di smartphone e pc?”.

Con queste parole, il consigliere regionale del Partito Democratico, Andrea Zanoni, commenta “l’apposizione dei sigilli al cantiere di Malo della Pedemontana, e l’ipotesi di reato di frode nella esecuzione dell’opera”.

 

“Denuncio il silenzio assoluto da parte del Presidente del Veneto – aggiunge il Vicepresidente della Commissione consiliare Ambiente - i calcestruzzi utilizzati per la realizzazione della Superstrada, a quanto pare non a norma, e diversi da quelli di progetto, potrebbero mettere a rischio la sicurezza di centinaia di operai, oltre a quella dell’opera nel suo complesso, dove transiteranno migliaia di veicoli. Quanto emerso dalle intercettazioni, è inquietante: i lavoratori hanno paura a entrare in galleria ‘perché, dicono, viene giù tutto’”.

 

“Quel tunnel – ricorda il consigliere Dem - è già finito sotto sequestro due volte: una, per un incidente mortale nel 2016, l’altra nel 2017, per un crollo della volta di una galleria, in uscita verso Castelgomberto. Fatta salva la presunzione di innocenza, la Regione non può limitarsi a un comunicato asettico e impersonale, di poche righe, emanato dalla Struttura di Progetto”.

“Sono firmatario di un’interrogazione – informa l’esponente dei Democratici - in cui chiedo di verificare i materiali utilizzati in tutti i cantieri dei 94 chilometri della Pedemontana, la presenza della marcatura Ce e se i materiai stessi siano rispondenti agli elaborati progettuali”.

 

“La Regione ha il dovere di intervenire – ribadisce Zanoni -  è parte lesa e questa infrastruttura, dall’esorbitante costo di due miliardi di euro, è pagata per ben 914 milioni dai contribuenti veneti. Il Governatore Zaia, che adesso sta zitto, è lo stesso che poco più di un mese fa, entusiasta, tagliava il nastro insieme al Ministro Salvini per inaugurare il primo tratto. E sempre per la Pedemontana, ci aveva onorato della sua presenza in Consiglio regionale, dove non lo vediamo mai: era il 7 marzo 2017 e con tanto di filmato con colonna sonora da trionfo e decine di slide, annunciò la nuova convenzione, con lo stanziamento di altri 300 milioni di fondi pubblici per imprimere un’accelerata all’opera e, di fatto, ’sanare’ le inadempienze del concessionario”.

 

“Visto che, quando vuole, sull’argomento è decisamente loquace – conclude Andrea Zanoni -  perché adesso il Presidente Zaia ha deciso di restare muto?”.