“L’accelerata di Zaia e della sua maggioranza sulla Pedemontana è gravissima: viene messo il bavaglio alla società civile e, contemporaneamente, si legano le mani ai consiglieri, rischiando di peggiorare una situazione già adesso disastrosa. Soprattutto ora, dopo che chi è stato battuto nel vecchio appalto, Impregilo, non accetta di vedere l’avversario inadempiente, la SIS, premiato invece da Zaia, ed ovviamente ha diffidato il Presidente. Impregilo ha ragione, troppo comodo assumere impegni e poi dire che non è possibile onorarli”. Lo affermano, in una nota congiunta, i consiglieri regionali Andrea Zanoni (Partito Democratico) e Cristina Guarda (Alessandra Moretti Presidente), che “stigmatizzano la corsa contro il tempo decisa dalla maggioranza, in quanto così manca la possibilità di poter approfondire il contenuto della copiosa documentazione, che ci è stata consegnata solo tra venerdì scorso e ieri. Sono necessari approfondimenti anche con esperti in materia e perciò la scadenza di venerdì 17 marzo pv, per l’esame e il voto in Prima e Seconda Commissione consiliare permanente, riunite in seduta congiunta, è troppo ravvicinato. Zaia a sorpresa si è presentato in aula consiliare il 7 marzo us: un vero e proprio blitz, il suo, che gli ha permesso di fare un intervento senza contraddittorio, per poi andarsene”.

“I consiglieri – spiegano Zanoni e Guarda - si sono così dovuti accontentare di vedere proiettate velocemente le 27 slides di presentazione, infarcite di dati e citazioni, pareri e documenti. Meglio tacere, invece, sul terrificante video, con tanto di colonna sonora trionfale, in cui si parlava addirittura di ‘confort’ relativo alla Pedemontana. Ma questa presentazione racconta una realtà che è tutta nella mente di Zaia. Le cose stanno diversamente: si dice che per la ‘nuova proposta’ i ‘soggetti coinvolti siano stati ben otto, tra i quali ANAC e Corte dei Conti, che dopo verifiche in realtà non hanno mai espresso pareri sulla nuova convenzione da redigere”.

In particolare, il vicepresidente della Seconda Commissione consiliare Andrea Zanoni insiste sul fatto che “Zaia è stato scorretto in ordine alla tempistica, perché ci ha consegnato solo l’8 marzo us il Disegno di Legge relativo alla nuova tassa e alla Pedemontana, che però era già stato approvato con precedente Deliberazione di Giunta. La quale Giunta, già da tre settimane, poteva quindi disporre di tutti i documenti necessari, ma a noi volevano far approvare tutto, in Prima e Seconda Commissione, a tempo di record, già il 9 marzo us”.

“Il tentativo ha avuto esito negativo – osserva Zanoni – perché è stato sventato da una mia lettera con cui segnalavo la violazione del regolamento sui tempi di convocazione delle Commissioni. Abbiamo tanti e tali documenti che tradotti in carta sono pari a due risme, circa mille pagine, e giovedì dobbiamo sentire in audizione province, comuni, associazioni delle categorie produttive, sindacati, associazioni ambientaliste: circa 90 soggetti in tutto. Risulta quindi di fatto impossibile arrivare a venerdì 17 marzo preparati per poter esprimere un voto consapevole e portare, con tempistiche adeguate e cognizione di causa, tutti i dubbi in merito, a conoscenza dell’Assessore De Berti e della task force di Bramezza & C”.

“È poi grave – osserva ancora Zanoni - l’esclusione dalle audizioni congiunte del Covepa (Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa), che aveva ricevuto una lettera di convocazione ieri, alle ore 13; dopo poco, è però giunto il dietrofront per ‘nuove considerazioni sopravvenute oltre che per ragioni organizzative’. Ma quali sono queste nuove considerazioni e chi le ha fatte? Sono dell’Ufficio di Presidenza della Seconda Commissione? Perché al sottoscritto nessuno ha spiegato i motivi del fatto che Covepa non verrà più sentito? Questa associazione credo sia la più informata sulla questione della Pedemontana, vista l’attività che porta avanti nel territorio e il suo coinvolgimento alle audizioni presso la Corte dei Conti”.

“I motivi per fermarsi ci sarebbero tutti – spiegano Zanoni e Guarda – però Zaia ha una fretta terribile di portare a casa la nuova tassa per i veneti, prima che questi si possano interrogare su cosa sta accadendo. Ma questa fretta gli potrebbe costare cara, soprattutto nei confronti dei suoi elettori, sempre più insofferenti per queste gravissime scelte che violano il patto assunto con gli stessi in campagna elettorale”.

“Pertanto – chiosano Andrea Zanoni e Cristina Guarda - abbiamo già richiesto formalmente che il Covepa venga sentito, e che di conseguenza la Commissione in programma venerdì 17 marzo pv venga rinviata e che ci sia consegnata la diffida di Impregilo, dando in questo modo a tutti i consiglieri, compresi quelli di maggioranza, il tempo utile per capire le gravi conseguenze che questa manovra avrà sulla Pedemontana e, soprattutto, sulle tasche dei cittadini veneti”.