Giornata intensa di audizioni sulla proposta di Legge per il Consumo del suolo per la II Commissione consiliare a palazzo Ferro Fini. “Abbiamo ritenuto necessario fare una nuova serie di consultazioni visto che il nuovo testo elaborato dalla Commissione è completamente diverso da quello inizialmente presentato agli attori sociali” ha spiegato il presidente della Commissione Francesco Calzavara. “In queste cinque ore di incontri – ha proseguito Calzavara – abbiamo sentito pareri anche molto diversi tra loro, come è giusto che sia visto che stiamo parlando di una legge importante che deve regolamentare l’uso del suolo nella nostra Regione e che tocca diverse sensibilità e diverse esigenze. Comunque una legge che, sin dai suoi principi generali, dimostra una grande attenzione all’ambiente, sancisce il contenimento del consumo del suolo ma che, contestualmente, assicura le opportunità e possibilità per il mondo dell’edilizia e delle costruzioni di continuare a lavorare”.
Secondo il presidente Calzavara questa legge presentata oggi in Consiglio regionale nella sua nuova stesura a sindacati, associazioni, categorie economiche “dice che il Veneto non si ferma, non si arresta, ma contestualmente dà concretezza alla sensibilità ambientale sempre più forte e diffusa nella nostra società”.

Sulla diversità dei pareri si sofferma anche il vicepresidente della Commissione, l’esponente Dem Andrea Zanoni: “Abbiamo ascoltato molte osservazioni, molte anche utili a migliorare questo progetto di legge – spiega Zanoni – utili, ad esempio, per evitare sovrapposizioni con altre norme, ma anche utili per dare sostanza a questo Pdl: indubbiamente ci sono articoli che riducono il consumo del suolo, ma ce ne sono altri che, in virtù di troppe deroghe, rischiano di mettere a repentaglio quello che viene enunciato nei principi generali di tutela del suolo”. Secondo l’esponente di minoranza bisogna “far tesoro di queste osservazioni. Comunque dobbiamo ribadire un principio fondamentale: tutelare l’ambiente, le campagne, difendere la biodiversità non significa necessariamente andare contro gli interessi dell’economia e contro il lavoro. Anzi. Ci sono Paesi europei – ha concluso Zanoni - che sono riusciti proprio a conciliare l’esigenza della salvaguardia ambientale con le istanze dell’economia e lo sviluppo. E noi dobbiamo fare altrettanto”.