La Comunità montana e Parco naturale della Lessinia difende a spada tratta la famigliola di Lupi dalle pressanti richieste di allontanarli avanzate dagli allevatori della zona. L’eurodeputato Andrea Zanoni ha affermato: «Vigilerò attentamente sull’evolversi della vicenda. Sono pronto ad intervenire per denunciare ogni abuso o tentativo di andare contro la legge. Il Lupo, oltre ad essere un animale protetto da norme nazionali ed internazionali, rappresenta un’opportunità importantissima per il Parco e il suo ecosistema e un’ “attrazione turistica” che potrà portare solo benefici alla comunità della Lessinia»


Nel 2013, nel Parco della Lessinia si è formata una famiglia di Lupi: due cuccioli sono nati la scorsa primavera dall’incontro tra Slavc, Lupo dinarico balcanico dotato di radiocollare dall’Università di Ljubliana e Giulietta, Lupa di ceppo italico. Il loro casuale incontro ha riunito due popolazioni di Lupi che erano separate da oltre 150 anni e ha dato vita al primo branco accertato nelle Alpi orientali. Il mondo scientifico internazionale considera l’evento di portata storica e mondiale.


Ora, però, la famigliola è stata presa di mira dagli allevatori della zona. A difendere i quattro splendidi e preziosi esemplari di Lupo (Canis lupus) c’è anche Silvia Allegri, vicepresidente del Parco della Lessinia e consigliere Pd in Provincia che, con il capogruppo Lorenzo Dalai, ha presentato un emendamento, respinto, per conciliare le esigenze di tutela della fauna selvatica e quelle degli allevatori.


Gli allevatori, dunque sono sul piede di guerra e pronti a dare battaglia ai quattro esemplari di Lupo, anche contro la posizione assunta dalla Regione Veneto che ha aderito al progetto europeo Life WolfAlps per la conservazione del Lupo sulle Alpi.


L’eurodeputato Andrea Zanoni, vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere degli Animali al Parlamento europeo ha affermato: «Nessuno pensi di toccare i preziosissimi esemplari che spontaneamente hanno deciso di accasarsi nel Parco naturale della Lessinia. Il Lupo è una specie protetta da leggi nazionali e comunitarie, che deve essere considerato una risorsa e non una minaccia. Abbiamo avuto la fortuna che due splendidi esemplari siano rimasti nel territorio del Parco dando vita a una famiglia. Questo evento rappresenta un’opportunità importantissima per tutto l’ecosistema e può diventare una notevole “attrazione turistica” con benefici per tutta la comunità della Lessinia»


Il 27 ottobre 2011, Zanoni ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea sul rischio di una riapertura della caccia al Lupo sull’Appennino ravennate come metodo per prevenire danni a colture ed allevamenti, anche dopo il ritrovamento di alcuni esemplari morti tra il Faentino ed il Brisinghellese (RA), uccisi con armi da fuoco. Il 12 dicembre 2011, il Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik ha risposto che “conformemente alla direttiva “Habitat”, dovrebbero essere considerate con attenzione tutte le soluzioni alternative disponibili. Ad esempio, con riferimento al problema della depredazione del bestiame, una serie di misure di prevenzione e di protezione si sono rivelate efficaci per attenuare i rischi di danni: recinzioni elettrificate, cani da guardia, alloggiamenti notturni più sicuri per il bestiame, presenza di pastori nei pascoli”.
«Vigilerò attentamente sull’evolversi della vicenda e sono pronto a intervenire per denunciare ogni abuso o tentativo di agire contro la legge - ha concluso Zanoni - Gli allevatori devono prima di tutto capire che l’uccisione di qualche sporadico capo di bestiame fa parte del rischio di impresa e non per questo si è giustificati a allontanare i Lupi o peggio ancora ad imbracciare fucili. Il Lupo è una specie rigorosamente protetta in Italia e annoverata nell’allegato IV della Direttiva Habitat 92/43/CE che in base all’articolo 12 proibisce qualsiasi forma di cattura o uccisione deliberata di tale specie».


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