Venezia, 3 febbraio 2020

“Mi auguro che la riunione del 19 febbraio convocata dal Prefetto di Treviso sugli interventi idraulici sul fiume Piave, e in particolare sulla realizzazione delle nuove casse di espansione a Ciano, un nuovo Mose, non resti ‘segreta’. Ho chiesto di partecipare come auditore ricevendo un rifiuto; ricordo però che la convenzione di Aarhus sull’accesso alle informazioni e alla giustizia in materia ambientale prevede la massima trasparenza e la partecipazione del pubblico ai processi decisionali: auspico quindi un ripensamento del Prefetto, nell’interesse non del sottoscritto ma di tutta la comunità”.

 

È il sollecito di Andrea Zanoni che ha inviato una lettera al Prefetto di Treviso, la dottoressa Maria Rosaria Laganà per rinnovare la richiesta di essere presente come auditore, insieme a un limitato numero di rappresentanti di associazioni di tutela del territorio e dell’ambiente che stanno seguendo l’iter del progetto, all’incontro in programma tra due settimane sulla situazione del fiume Piave. 

 

“È un tema molto sentito e non strettamente locale visto che, oltre alla Marca, coinvolge le province di Belluno e Venezia. Il 19 gennaio oltre 500 persone hanno partecipato alla manifestazione presso le Grave del Piave di Ciano del Montello, area tutelata a livello europeo come Sito Rete Natura 2000, ribadendo la preoccupazione per le deturpanti opere in cemento armato previste per realizzare le nuove casse di espansione sul fiume Piave.

 

Su questioni così impattanti per un territorio non devono esserci segreti, porte chiuse o decisioni di Palazzo. I cittadini hanno il diritto di essere informati correttamente. Abbiamo già avuto il Mose che ha mangiato e mangerà miliardi di euro ai contribuenti, senza sapere se risolverà i problemi…”, afferma Zanoni, ricordando poi l’appuntamento del prossimo 8 febbraio, organizzato dal Comune di Crocetta del Montello e dal Comitato per la tutela della Grave di Ciano, ‘Fiume di gente, gente di fiume. Insieme per la Piave’.

 

“Ci sarà una passeggiata nell’area quindi una cena di raccolta fondi e un concerto con la presenza di ben cinque gruppi musicali. C’è una crescente sensibilità dei cittadini per le tematiche ambientali - conclude il consigliere del PD -  Basta vedere cosa è accaduto con la Lessinia, con i 10mila partecipanti alla manifestazione che hanno convinto Zaia a fare un’ingloriosa marcia indietro sul taglio di ben 1774 ettari di parco”.