L’iter autorizzativo della discarica Terra a Castagnole di Paese (TV) prosegue a spron battuto, con un susseguirsi di convocazioni presso la Commissione Ambiente della Provincia. L’europarlamentare Andrea Zanoni ha affermato: «Gli enti devono tener conto delle 7.500 firme dei cittadini e delle nuove indicazioni del Parlamento europeo. Tra un’audizione e l’altra, si ricordino che l’Europa ha deciso di mettere al bando l’amianto, raccomandando l’inertizzazione in appositi impianti»

 

Il calendario stilato dalla Provincia per l’iter autorizzativo della discarica Terra del gruppo Mosole a Castagnole, frazione di Paese (TV) è fitto di appuntamenti. Si inizia mercoledì 8 maggio 2013, alle 18.00, con la convocazione del gruppo Mosole presso la Quarta Commissione Ambiente della Provincia di Treviso. Si prosegue mercoledì 15 maggio 2013, alle 18.00, con l’audizione del Sindaco di Paese, sempre in Quarta Commissione e mercoledì 22 maggio alle 18.00 con la convocazione dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV). Lunedì 13 maggio 2013, alle 17.00, Paeseambiente e Legambiente (circolo di Trevignano) consegneranno le firme al sindaco di Paese contro la discarica di via Baldrocco dove, secondo il progetto, dovrebbero essere conferiti 460 mila metri cubi di amianto.

 

Il procedimento prevede che la parola passi poi alla Provincia, guidata da Leonardo Muraro, che si è sempre dimostrato incerto nel bloccare la discarica. Si proseguirà quindi con il parere della Commissione Regionale per la Valutazione  di Impatto Ambientale (VIA). Solo se quest’ultima dovesse esprimere parere favorevole, il progetto potrebbe essere approvato dalla Giunta Regionale. 

 

L’eurodeputato Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha affermato: «Mi auguro che la Provincia decida di fermare il progetto, anche alla luce del parere non favorevole dell’ARPAV. Bisogna tener conto dei 7 mila 500 cittadini che hanno firmato la petizione contro la discarica Terra. Paese ha già accettato troppe discariche di ogni tipo ed è giunta l’ora di dire basta. Gli enti che sono chiamati a rilasciare le autorizzazioni non possono ignorare le nuove indicazioni del Parlamento  europeo, che chiede una strategia Ue per eliminare le discariche di amianto. Lo scorso 14 marzo, il Parlamento europeo ha approvato la relazione sulle “minacce alla salute dei lavoratori dovute all’amianto e prospettive di abolizione totale di tutto l’asbesto esistente” in cui si chiede una strategia Ue per eliminare l’amianto da tutti gli edifici e smaltirlo in modo sicuro ovvero non conferirlo in discarica ma in impianti di inertizzazione. Mettere l’amianto in discarica equivale a rimetterlo in circolo senza controllo, visto che questa sostanza è in grado di contaminare il suolo e le sottostanti falde acquifere».

 

 

BACKGROUND 

 

A Paese, comune di circa 22 mila abitanti, nell’ex cava dove sono stati estratti oltre 1.100.000 metri cubi di ghiaia, è stata autorizzata una discarica per rifiuti inerti di proprietà della ditta Terra srl del gruppo Mosole. In questa discarica sono presenti circa 80 mila tonnellate di rifiuti di amianto, conferiti grazie ad una autorizzazione della Provincia di Treviso (Decreto n.843 del 21 ottobre 2004), dichiarata successivamente illegittima dal Consiglio di Stato (Sentenza n.1329 del 20 marzo 2007), per la violazione della Direttiva 99/31/CE sulle discariche di rifiuti e della Direttiva sulla Valutazione di Impatto Ambientale, valutazione ambientale che per detta discarica non era mai stata eseguita.

 

Nel 2008, l’allora sindaco di Paese Valerio Mardegan aveva richiesto alla Provincia di Treviso la bonifica del sito, mai avvenuta. Il 17 maggio 2012, l’azienda titolare della discarica ha presentato ufficialmente un progetto di riclassificazione della discarica da rifiuti inerti a rifiuti speciali, per conferire altri 460 mila metri cubi di rifiuti contenenti amianto.

 

dicembre scorso, 7.500 firme sono arrivate alla Provincia di Treviso contro la discarica di amianto Terra, a cui Muraro ha risposto proponendo un referendum comunale. Lo scorso novembre, Zanoni, con un’interrogazione parlamentare, aveva denunciato a Bruxelles il conferimento di rifiuti contenenti amianto nella discarica di Paese e il conseguente pericolo per la falda acquifera sotterranea. Il Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik nella risposta all’interrogazione aveva richiamato la Direttiva Acque 2000/60/CE che impone agli Stati membri di evitare qualsiasi tipo di deterioramento della qualità dei corpi idrici sotterranei e di conseguire un buono stato delle acque sotterranee entro il 2015 e ha avviato un’indagine con le autorità locali per capire lo status giuridico della discarica Terra.

 

Il gruppo Mosole, titolare della discarica della ditta Terra srl, aveva presentato il progetto alla Regione Veneto, alla Provincia di Treviso e al Comune di Paese. Il procedimento prevedeva inoltre la presentazione in pubblico del progetto. Se, da un lato, l’autorizzazione è di competenza della Regione, dall’altro lato la procedura prevede l’acquisizione dei pareri dell’ARPAV e della Provincia di Treviso.

 

A novembre 2012, la Commissione ENVI del Parlamento europeo ha approvato, con gli emendamenti presentati dall’eurodeputato Zanoni, una relazione sulla protezione dall’amianto e sulla futura abolizione in tutta Europa. La relazione Wils prevede lo stop dell’amianto entro il 2023 e, proprio grazie ai punti introdotti da Zanoni, la bonifica di tutte le discariche di amianto non a norma, lo smaltimento dei rifiuti di amianto solo in discariche di rifiuti pericolosi, nonché l’avvio di impianti che prevedono l’inertizzazione delle fibre di amianto evitando lo smaltimento in discarica. Il 24 gennaio 2013, i divieti sull’amianto con gli emendamenti di Zanoni sono stati approvati anche nella relazione Hughes dalla Commissione EMPL Occupazione e Affari sociali al Parlamento Europeo

 

Nei primi giorni del marzo 2013, l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV) ha reso noto il documento con il parere espresso sull’autorizzazione alla discarica richiesto lo scorso novembre dalla Regione, fornendo informazioni sulla produzione di rifiuti contenenti amianto e sulla quantità di quelli gestiti in Veneto distinti per provincia, intendendo per gestione lo stoccaggio di rifiuti. Il documento analizza i flussi di import-export facendo trapelare che il Veneto, pur in assenza di impianti di smaltimento definitivo, è un polo di stoccaggio e accorpamento di rifiuti contenenti amianto provenienti anche da altre regioni per l’avvio agli impianti di smaltimento finale esteri. Secondo l’ARPAV, autorizzando una discarica con volumetrie molto maggiori di 50 mila metri cubi, si finirebbe per identificare il Veneto come polo attrattore per tali rifiuti.

 

Il 14 marzo, il Parlamento europeo ha approvato la relazione dell’eurodeputato Stephen Hughes (socialista, britannico) sulle “minacce alla salute dei lavoratori dovute all'amianto e prospettive di abolizione totale di tutto l'asbesto esistente” (558 favorevoli, 51 contrari, 5 astenuti). Il testo approvato è stato rafforzato dai 12 emendamenti presentati e approvati in Commissione sia Ambiente che Occupazione e Affari sociali da parte dell’eurodeputato Andrea Zanoni. (Dettaglio del contenuto degli emendamenti presentati da Zanoni e confluiti nel testo approvato a Strasburgo).

 

 

 

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